Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
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1964
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280
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Libri e periodici
Dal IV capitolo del volume viene fuori un disegno vivace e penetrante delle varie forze politiche e sociali costituenti il tessuto connettivo della società siciliana caratterizzata dalle lotte per la conquista da parte della media e piccola borghesia delle amministrazioni comunali e provinciali combattute astutamente, senza esclusione di colpi, in difesa o in vantaggio di questa o quella consorteria (p. 197).
Le cause della mancata soluzione dei problemi economici e sociali che travaglia* vano l'Isola vengono identificate con l'involuzione della coscienza liberale e con la strenua posizione di resistenza assunta dall'aristocrazia e dalla borghesia spalleggiate dalla mafia, per difendere i patrimoni familiari minacciati dalla politica finanziaria dello Stato e dal fermento rivoluzionario sociale (p. 169).
Alla classe ex feudale e latifondista e a quella dei soprastanti e dei grandi fittavoli speculatori, in lega fra loro e con la mafia, viene attribuita la responsabilità del regresso economico e sociale in cui la Sicilia continuò a vivere né, secondo gli autori, il ceto della media borghesia, divenuto proprietario in seguito all'acquisto dei beni dell'asse ecclesiastico, è riuscito ad esercitare alcuna funzione positiva.
L'immobilismo della situazione siciliana viene fatto derivare soprattutto dallo atteggiamento di difesa delle proprie posizioni assunto dalle classi dirigenti isolane in stretto legame con la politica governativa che, sul piano nazionale, ispirandosi a principi di libcralconservatorismo e di trasformismo politico, poneva in seconda linea i disagi morali, sociali ed economici di talune classi, come di talune regioni (p. 227).
La crescente sfiducia verso l'opera dello Stato e la conseguente frattura verificatasi tra autorità governative e popolazioni costituiscono il terreno fertile in cui affonda le sue radici la mafia che non è osservano gli autori come avrebbe voluto la scuola antropologica settentrionale, qualcosa d'incurabile, perchè fatalmente connesso con le caratteristiche razziali dei siciliani, ma ... un fenomeno sociale normale in presenza di quelle circostanze storiche delle quali la Sicilia pativa gli effetti (p. 238).
Le ingiustizie di ordine economico e sociale e il malcontento generato dal malgoverno costituiscono il substrato della sommossa palermitana del settembre 1866, che segna, secondo De Stefano e Oddo, una tappa decisiva nella lotta del proletariato verso la conquista di condizioni di maggiore giustizia sociale.
Con quella rivolta il proletariato punta in funzione dei propri problemi non più sul paternalismo e l'umanitarismo delle classi dirigenti, ma sulla lotta rivoluzionaria.
Tra il 1865 il 1870 gli autori individuano lo svilupparsi di una tendenza al riformismo ordinato, legalitario progressivo tra la media e la piccola borghesia ed il proletariato politicamente più consapevole.
Contro l'accusa di astrattismo da cui si è ritenuto fossero state caratterizzate le Varie forme di socialismo siciliano tra il 1860 e il 1890, essi considerano un segno abbastanza positivo il fatto che tra le masse lavoratrici penetrassero varie tendenze socialistiche tanto efficacemente e con tal senso del concreto da apprestare, intorno al 1890, nn movimento contadino al quale quasi tutte le regioni d'Italia si mostrarono incapaci di uniformarsi, con eguale coraggio e vigore (p. 275).
E tra i fattori che destarono nella classe borghese più colta e meno agiata simpatie verso i problemi della classe lavoratrice, un particolare peso viene attribuito all'atteggiamento che da diversi decenni assumeva, nei riguardi della politica dello Stato italiano, la Chiesa cattolica che con quell'autorità ed efficacia che le derivano dai secoli ... ebbe il merito di contribuire grandemente a fare intendere alle masse ignoranti e paurose che gl'interessi dello Stato di cui si parlavo, non erano assai spesso che gl'interessi di piccoli gruppi dominanti per ricchezza ed influenza, desiderosi di conquistare ulteriore ricchezza ed influenza e che raramente perseguivano 1 veri interessi generali della Nazione (p. 294).
Alla Sicilia dopo i moti del 1893-*94 è dedicato l'ultimo capitolo del volume.
Gli avvenimenti di quegli anni riportano alla ribalta il problema sopito da decenni di una distinta amministrazione da dare all'Isola (p. 358)* la cui soluzione viene tentata