Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <281>
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Libri e periodici 2SÌL
dal Di Radisi con l'istituzione del Regio Commissariato civile per la Sicilia, che in realtà nasce vuotato di ogni effettivo potere.
Comunque a tale esperimento va attribuito il merito di avere messo in luce la preoccupante gravità di certi fenomeuti, le ragioni vere del loro essere* i modi più conve­nienti per ovviarvi (p. 428).
La questione siciliana in forza degli eventi viene così a mano a mano ad assu­mere, rispetto alla questione meridionale un volto del tutto particolare con caratteri distinti.
E soprattutto qui che, a nostro avviso, si rivela uno degli aspetti più originali del­l'opera di De Stefano e Oddo. Essi infatti distinguono, con aderenza alla realtà storica, la questione siciliana da quella meridionale, sostenendo soprattutto la natura preva­lentemente di ordine morale dei problemi ad essa connessi.
I due autori hanno indubbiamente affrontato un compito assai difficile poiché come ha osservato TOmodeo a proposito della Storia oVItalia dal 1871 al 1915 del Croce, la posizione di storico dei contemporanei è ardua.
Pur con i suoi inevitabili limiti, determinati in particolare dalla mancanza sia di un consistente profilo degli aspetti fondamentali della cultura siciliana in rapporto allo svolgimento degli eventi verificatisi nel periodo storico preso in esame, sia anche di una bibliografia generale sistematica del genere di quella con cui il De Stefano aveva arric­chito il suo precedente volume di storia della Sicilia, rendendolo un pregevole strumento di consultazione in funzione di ulteriori ricerche, l'opera, a nostro avviso, costituisce un contributo indubbiamente positivo al processo d'interpretazione infierì della storia sici­liana.
I due autori, a noi pare, hanno assolto il compito che si sono proposti, con risultati pienamente validi, soprattutto esaminando fatti e problemi con ansia di verità, e se questo fosse solo il loro merito, e non è il solo, riteniamo degna di particolare apprezza­mento la fatica con cui, ispirandosi all'opera di grandi maestri quali il Croce ed il Salve­mini, hanno mostrato come si possa fecondamente congiungere pensiero storico e coscienza politica, delincando una storia della Sicilia di cui si può dire con Enrico La Loggia, che nel 1954 aveva auspicato una storia della Sicilia post-unificazione, anzi se ne era reso promotore: È la storia del suo spirito, della sua economia sociale, non già attinta a versioni ufficiali interessate e spesso unilaterali dei fatti, ma risultante da una profonda, lunga ed imparziale interpretazione dei medesimi, con l'aiuto di documenti insospettabili,
delle statistiche e delia più acuta e spregiudicata critica. n
ROMUALDO GIUFFRIDA
La Toscana nell'Italia unita. Aspetti e momenti di storia toscana 1861-1945. Scritti di G. PANSIKI, A. SALVESTRINI, M. CACIAGLI, N. CAPITINI, C. PINZAMI, G. Moni. C. ROC­CHI BETTAHINI, R. CIANFERONI, G. FERRATA, C. FRANCOVICH, P. M. MARCHI, P. REDI, D. NOVACCO, R. ROMITI BERNARDI, L. MANNUCCI, G. CATONI; Firenze, Unione regionale delle Provincie toscane, 1962, in 8", pp. 553. L. 4.000
Questo grosso decoroso volume, nato come contributo delle Provincie toscane alle celebrazioni del primo centenario dell'Unita italiana, raccoglie ben sedici lavori, tutti copiosamente documentati e criticamente condotti, i quali intendono delincare una traccia degli aspetti men noti dell'evoluzione politica culturale sociale economica della Toscana negli anni che vanno dal 1861 alla fondazione della Repubblica. Poiché troppo spazio sarebbe richiesto per una disamina particolareggiata della vasta opera, cercherò per lo meno di mettere di ogni saggio, nel dovuto rib'evo, i tratti più significativi. Il primo d'essi, di cui è autore Giuseppe Pansini, ci offre nn quadro efilcnco degli atteggiamenti delle forze politiche che avevano rovesciato il governo granducale di fronte all'inserimento della Toscana nello Stato unitario, e segnatamente dei moderuti, i quali, fatto poche ec.ee-