Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
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1964
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291
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Libri e periodici
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tattica polìtica consona ai tempi. Nasce un nuovo partito politico in Italia: il PRI. Magari vi si fossero risolti qualche anno prima 1 Sarebbe stato il repubblicano il primo partito politico italiano nella sua configurazione moderna. Ma la priorità se la è aggiudicata il partito socialista che a Genova nel 1892, col suo primo congresso, ha dato un esempio di capacità e volontà organizzative modellato sulle esigenze del futuro. una tappa importante questa, come puntualizzò il Moraudi nel suo prezioso saggio su I partiti politici nella storia d'Italia di cui contemporaneamente al libro dello Spadolini il Le Mounier cura la seconda edizione. Nascono infatti col PSI i partiti politici in Italia.
Pur avendo perduto un primato i repubblicani si fanno coraggiosamente avanti. Partecipano alle elezioni del giugno 1900, contribuiscono alla caduta del governo Pelloux, conquistano ventotto seggi in Parlamento, di poco preceduti dai socialisti. Ma, come osserva lo Spadolini, il cooperativienio di Mazzini aveva già ceduto largamente al liberismo di Cattaneo, e in pochi erano rimasti nel partito gli statalisti, i dirigisti, i " socialisti della cattedra,,; tanto che Eugenio Chiesa imposterà i " desiderata dell'assemblea nel senso di instaurare una efficiente ed autentica libertà economica .
Da quel momento i repubblicani diventano nna forza in Italia. Hanno influenza elettorale in molte province, ma hanno soprattutto una influenza morale della quale gli stessi monarchici obiettivi non mancheranno di dare testimonianza. Quando scoppicrà la guerra del 1915 i repubblicani correranno volontari alle armi in gran numero; quando si paleserà una sciagura per la Patria dai loro banchi non si leverà l'infame grido di questo inverno non più in trincea ! , ma entreranno nella Union sacrée e condivideranno gli impegni della Monarchia nello sforzo generoso di salvare il Paese, e di portare il tricolore a Trento e Trieste.
Lo Spadolini ci ha presentato con questo suo lavoro, con rara efficacia, l'opposizione laica , dopo averci dato, coi suoi noti contributi, il volto della opposizione cattolica . Fra i non pochi richiami che Io Spadolini fa agli studiosi bisogna sottolineare quello che egli rivolge per una storia che, come egli dice, è ancora tutta da scrivere: quella dell'anticlericalismo italiano. Col suo lavoro intorno ai repubblicani dopo l'Unità egli stesso ci ha dato intanto un contributo essenziale, e forse una lucerna che potrà venire usata per rischiarare anche altri ambienti e altri settori di questo vasto fronte anticlericale sul quale sembra essersi posato un pudico silenzio come per un tacito accordo.
Invece si tratta di atteggiamenti che vanno anche questi spiegati poiché hi scienza storica non può accettare preclusioni e la nostra sete di verità deve attingere a tutte le sorgenti. Ora l'anticlericalismo è uno dei filoni della grande sorgente d'informazioni risorgimentali e post-risorgimentali. Il linguaggio anticlericale potè, e può ancor oggi, apparire talvolta ingrato, eccedente, melmoso, ma le scaturigini di tanta animosità verbale e sostanziale vanno tuttavia cercate, presentate e chiarite perchè sono anche esse clementi che possono illuminare il complesso dramma del Risorgimento italiano.
GAETANO FALZONE
GIAMJIEBO CAPFEIIIÌI, La prima sinistra cattolica in Toscana, con prefazione di Giovanni Spadolini (Collana di storia del movimento cattolico, 12); Roma, Edizioni 5 lune, 1962, in 8, pp. 535. L. 2.200.
Nella Collana di studi sul movimento cattolico, diretta da G. Rossini, è uscito di recente il volume di Giampiero Cappelli, il quale, dopo lo studio locale di M. Stan-gbellini e di U. Tintori sui cattolici lucchesi, ha esteso la ricerca per la prima volta su tutta la Toscana, accentrando l'attenzione sulla sinistra cattolica negli anni tra il 1898 e il 1904. II periodo è particolarmente significativo per il tema che ìL Cappelli ha scelto e studiato utilizzando le fonti .giornalistiche, attraverso le quali BÌ delincano lo sfumature, le polemiche, le scissioni nei vari gruppi. L'autore ripercorre quegli anni