Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <292>
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292 Libri e periodici
iniziando la ricerca dal colpo inferto ne) '98 al movimento cattolico dal decreto di scioglimento delle associazioni, che libera dalle macerie di un crollo, che ine­sorabilmente travolge forze già moribonde , gU elementi più giovani, i quali, supe­rando rintransigentismo della Unità cattolica, agitano la bandiera della democrazia cristiana.
Il passaggio dall'influenza del Toniolo, che domina i primi tempi della democrazia cri­stiana toscana, al sorgere della coloritura murriana nel 1 Convegno regionale di Prato, chiaramente si delinea nelle pagine del Cappelli, insieme all'equivoco in cui si muoveranno fino al 1904 sia gli intransigenti alla Sacchetti che i giovani dell' Operaio , entrambi convinti di essere gU unici interpreti della <c vera democrazia cristiana. Equivoco (e il Cappelli avanza acutamente l'ipotesi che esso sia stato cercato e voluto dalle due parti per poter, dietro di esso, continuare a svolgere i rispettivi programmi) che nasce dal supporre che la divisione delle forze cattoliche sussista solo sul piano formale (la scelta del nome) e non su quello dei principi e che sia tale cioè da non invalidare l'unità, l'attività e la vita stessa dcll' Opera dei Congressi.
La ricerca del Cappelli si spinge fino al 1904, anno in cui il desiderio di autonomia dal grigiore dell'organismo centrale, di superamento dell'oc actio benefica in populnm , via via affiorato nei giovani e coraggiosamente enunciato nel convegno di Rimini, è fru­strato dalla parola del Pontefice, che. riconduce l'azione cattolica alla sfera religiosa. Gli entusiasmi dei e giovani, che si vedono negato l'avvenire, sono mortificati dalle polemiche degli anziani, dal loro desiderio di rivincita; cosi nel 1904 anche la baldanzosa sinistra cattolica toscana sembra ripiegare; ma l'influenza del Murri (e il Cappelli distingue tra adesioni moderate, come, per esempio, quella di Firenze, roccaforte di Sacchetti, ed entusiaste, come quella di Prato col Berlini), non sarà passata invano: toccherà al P.P.I. nel 1919 raccoglierne l'eredità.
Questo l' itinerario spirituale (secondo l'espressione usata dallo Spadolini), che il Cappelli ripercorre criticamente e da cui prende forma giorno per giorno il volto cattolico della Toscana nei suoi mutevoli aspetti; indagine molto accurata e analitica, pur tra le pause che il discorso a volte assume per l'abbondanza dei particolari non sempre essen­ziali alla comprensione del testo. Sarebbe stato forse opportuno che l'indagine non si fosse limitata alla consultazione delle collezioni dei giornali (abbondanti ma insufficienti a mettere in luce le singole personalità dei dirigenti del movimento cattolico toscano), ma si fosse estesa anche alle fonti archivistiche, per Io meno a quelle che già lo studio di M. Stanghcllini e di U. Tintori mostra accessibili. Le raccolte dei giornali, scrupolosamente vagliate, offrono tuttavia l'opportunità al Cappelli di cogliere le sfumature esistenti tra le posizioni dei gruppi facenti capo all'oc Esarc del Bottini o alla ce Difesa sociale e reli­giosa di Pistoia, entrambi e a metà strada, per lo meno fino al 1901, tra l*c Unità e l' Operaio, e troppo spesso aprioristicamente appiattite nella ormai classica distin­zione di giovani e vecchi..
Prendono rilievo anche alcuni particolari interessanti, che in opere di carattere generale di solito sfuggono, come, per citare un esempio, la chiara consapevolezza, da parte dell'intransigente Unità, dell'impossibilità e dell'inopportunità di convertire la propaganda religiosa in aziono politica, cioè di quell'ibridismo tante volte condannato dai transigenti; sono pure messi in luce gli sguardi fuori d'Italia dei giovani demo­cratici cristiani, ohe negli ordini del giorno Pro Armenia e Macedonia, cercano di superare il campo esclusivamente sociale allargando i propri orizzonti al di là dell'ambito strettamente nazionale.
Il Cappelli non dimentica inoltre che la Toscana è anche centro del movimento dei cattolici conservatori di cui la Rassegna Nazionale, che si pubblica a Firenze, è quasi Porgano ufficiala.
Par nelle brevi pagine dedicate alla rivista conservatrice, egli ne coglie con molta esattezza il programma, favorevole alla partecipazione dei cattolici alla vita politica, sebbene la Rassegna non parli mai di partito. Partecipazione questa, corno spesso sottolinea la rivista, ohe si deve svolgere in modo autonomo dalla gerarchia, cosi cho