Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
anno
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1964
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pagina
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293
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Libri e periodici 293
i cattolici, ossequienti al Pontefice nel campo religioso possano in quello politica esplicare liberamente la propria attività.
Andrebbe forse rivisto il giudizio sul cattolicesimo di questi conservatori nazionali; il Cappelli in una nota afferma (p. 507, n. 10): I conservatori cattolici avevano risolto da tempo il problema dei rapporti fra azione politica ed obbedienza religiosa, scindendo completamente le due sfere; avevano da decenni già compreso che per fini intermedi e infravalenti era lecita la collaborazione anche con un movimento come quello liberale, se vogliamo usare termini cari al Maritain; ma la loro scoperta, se così si può chiamare, assunse ed assume un valore limitato perchè non sappiamo fino a che punto ai ha diritto di parlare di cattolici nei loro confronti (cfr. B. CROCE, Storia d'Europa nel secalo XIX, Vili edizione, Laterza 1953, p. 25) . Prima di avanzare dei dubbi sul cattolicesimo di questi conservatori, citando a sostegno della propria tesi il Croce, ci si dovrebbe chiedere se per essi, che miravano a una conciliazione con il liberalismo sul terreno del riconoscimento dei fatti compiuti, può valere ciò che il Croce scrive nella sua Storia d'Europa nel secolo XIX per i cattolici del primo Ottocento, i quali sentirono l'attrattiva verso ... la libertà della coscienza religiosa e della Chiesa stessa e provarono moti di consenso e palpiti di simpatia per le creazioni dei filosofi, degli scrittori e dei poeti moderni.
Possono, in sostanza, i conservatori della Rassegna Nazionale, a cui in particolare il Cappelli ai riferisce, essere posti sullo stesso piano di quei cattolici che auspicavano un connubio ideologico tra liberalismo e cattolicesimo? Per dare una risposta a questi interrogativi e risolvere così il problema del cattolicesimo dei conservatori nazionali, è necessaria una conoscenza profonda delle singole personalità dei direttori e dei collaboratori più importanti della Rassegna, che solo studi biografici condotti su basi critiche, a tutt'oggi mancanti, possono fornire.
In quanto all'esame dei rapporti tra la rivista conservatrice e i democratici cristiani, esso meriterebbe, come nota il Cappelli, un intero capitolo. Per una successiva e più approfondita ricerca ci si dovrebbe forse chiedere quale fu il motivo che sollecitò la Rassegna ad accostarsi al programma dei giovani democratici cristiani. Indubbiamente alla rivista non sfuggirono i fermenti giovanili delle forze cattoliche intransigenti, che furono considerate senza quella asprezza polemica usata contro gli intransigenti della vecchia scuola. Ciò avvenne però solo quando per entrambe le parti la soluzione della questione romana passò in seconda linea, mentre venne acquistando sempre maggiore importanza, per i conservatori cattolici,il riformare, anzi il rifondare la coscienza cristiana, e per i democratici cristiani, abbandonata agli intransigenti alla Sacchetti la difesa dei diritti del Pontefice, la difesa del popolo, pericolosamente attirato dall'idea socialista, nella conciliazione della Chiesa col mondo moderno. Solo allora la Rassegna saprà vedere, nei giovani egregi, che sanno vivere nel proprio tempo senza indulgere in sogni di restaurazione di un passato del tutto sepolto, i continuatori e gli eredi del suo programma di riforma nella Chiesa e di autonomia laicale. E sarà Francesco Nobili Vitelle-sdii a riconoscere sulle pagine della rivista il tenue filo che unisce antichi rivali, assegnando ai democratici cristiani il compito di far parlare alla Chiesa un linguaggio più moderno, sia pure dicendo le stesse cose e ai conservatòri, al cui programma la Rassegna aderisce, quello di moderare ... l'attitudine ostile del mondo ufficiale laico .
Del resto, che legami culturali e spirituali esistessero tra conservatori transigenti e democratici cristiani, lo stesso Cappelli conferma quando mette in luce lo affinità esistenti tra 2 due grappi i quali, mirando entrambi alla riforma della Chiesa, trovano comune fonte nel pensiero del Savonarola, che pure l'auspicava.
Il volume del Cappelli, che ha portato un contributo notevole al chiarimento delle origini della prima democrazia cristiana tose mia, fornisce nelle ultime pagine una bibliografia ricca e aggiornata clic contieno validi giudizi e orientamenti por la consultazione delle fonti giornalistiche utilizzabili per tutta la regione. 0>mu GoNjrB880BJ5
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