Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
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1964
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308
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Vita dell'Istituto
CATANIA. - H 20 marzo alle ore 18, nella sede della Società di Storia patria per la Sicilia orientale, si è riunito il Consiglio direttivo. Dopo il saluto del Presi-dente, sen. prof. Orazio Cuudorelli, il Tesoriere* prot". Antonino Sferrazzo, ha svolto una breve relazione sulla situazione di cassa. Il segretario dott. Enzo Sciacca ha quindi illustrato alcune modifiche al Regolamento dell'Istituto deliberate dalla Consulta dello scorso ottobre, tenuta a Trento in occasione del XLl Congresso. Sa proposta del vice presidente prof. Vittorio Frosini, è stato deciso di promuovere la costituzione di due sotto-comitati, uno a Modica ed uno ad Acireale.
FIRENZE. - SOCIETÀ TOSCANA PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO. Dal Resto del Carlino del 14 aprile u.s., diamo il resoconto dei lavori del Convegno tosco-emiliano che si è svolto a Pistoia l'H-12 aprile. Sabato e domenica scorsi ai à svolto a Pistoia un convegno tosco-emiliano su Emiliani e toscani nei primi governi del regno d'Italia. Organizzato dalla società toscana per la storia del Risorgimento in collaborazione con l'amniiministrazione provinciale e quella comunale e con la Camera di commercio e Pente perii turismo locali, il convegno aveva lo scopo di esaminare l'apporto che i maggiori esponenti politici toscani e emiliani dettero al consolidarsi del regno d'Italia negli anni cruciali immediatamente successivi all'unità. Che è quanto dire esaminare gli artefici della politica estera e interna italiana nella prima legislatura del regno, dal 1861 al 1865.
Alla morte di Cavour quattro uomini potevano ambire alla successione: il piemontese Rattazzi e i rappresentanti dei territori annessi, il toscano Ricasoli e gli emiliani Farmi e Minghetti. Nel breve volgere di tre anni tutti e quattro assursero alla presidenza del Consiglio; ma se si considera che la presidenza Rattazzi à legata alle drammatiche e sconvolgenti vicende di Aspromonte, appare ancor più rilevante il peso degli altri tre nei primi passi dell'Italia unita.
Di fronte a un folto pubblico di studiosi (dal prof. Ernesto Scstan al prof. Luigi Dal Pane, dal presidente della società toscana, sen. Eugenio Artom, al suo segretario, prof. Sergio Camerani) le quattro relazioni e i successivi dibattiti hanno inteso affrontare appunto l'operato di Farini, di Minghetti e di Ricasoli.
L'ultimo Farmi, ha detto il primo relatore, prof. Piero Zama, non va cercato in realtà tanto nel breve periodo dal dicembre del '62 al marzo del '63 nel quale hi progrediente malattia gli consentì di tenere la presidenza del Consiglio, quanto nei dodici mesi che vanno dall'annessione dell'Italia centrale alla proclamazione del regno. Recatosi a Torino per portare ufficialmente a Vittorio Emanuele H il risultato del plebiscito emiliano in quel 18 marzo che fu veramente la sua apoteosi Farini fu nominato da Cavour ministro dell'Interno e divenne il suo massimo collaboratore net mesi successivi: i mesi della spedizione garibaldina e della campagna meridionale.
La nomina a luogotenente dell'Italia meridionale parve segnare il culmine della sua corriera, eppure doveva essere proprio la non felice esperienza di quegli ultimi mesi del '60 fra le opposizioni furibonde dei garibaldini e dei borbonici, e in una situazione immensamente pia grave del previsto a incrinare il suo prestigio. Affranto e già menomato fisicamente si trasse hi disparte fino a quando, due anni più tardi, assunse brevemente la presidenza del Consiglio. La Polonia martirizzata ha detto il prof. Zama fu il suo ultimo assillo.
Forte non era solo un slancio sentimentale. Il prof. Augusto Torre delincando la politica estera Italiana dal primo ministero Ricasoli al ministero Minghetti ha detto che il ministro degli Esteri di Farini, il ravennate conte Giuseppe Pasolini, pensò proprio di far leva sull'insurrezione polacca per addivenire a un riassetto dei confini euro-