Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <309>
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Vita dell'Istituto
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pei che portasse alla cessione del Veneto all'Iialia, dietto compenso all'Anatrili in altre zone d'Europa. Il progetto fallì e con esso si allontanò la soluzione del problema di Venezia.
Ma in realtà il problema che veramente impegnò i primi governi italiani fu quello di Roma. A nulla volsero gli insistenti inviti francesi di lasciare tempo al tempo e di non cercare ima soluzione nel momento impossibile. Cavour stesso si era dichiarato pronto a pagare il ritiro delle truppe francesi con il riconoscimento formale del potere temporale nei suoi limiti laziali e la garanzia italiana di non attaccarlo e anzi di difen­derlo. Ricasolì volle invece puntare su una soluzione globale (fine del potere temporale e netta separazione fra Stato e Chiesa) che non poteva non condurlo all'insuccesso. Fino a che Minghettl riprese il progetto cavouriano e stipulò nel *6'1 la Convenzione di settembre, che significò un momentaneo accantonamento della questione romana.
A un simile parziale risultato, che implicava però l'allontanamento delle truppe francesi da Roma, sospingevano anche imprescindibili esigenze di politica interna, ha detto il prof. Umberto Marcelli, svolgendo la sua relazione. Il brigantaggio era il pro­blema interno prò grave in quei pruni anni unitari: reazione politica che si innestava in un profondo male sociale, néQa miseria di un proletariato selvaggio , come disse la commissione parlamentare d'inchiesta. Ed era tonto più grave perchè era alimentato, guidato e diretto dal re Francesco II e dai suoi fedeli esuli a Roma. Impedire che Roma fosse il centro promotore di ogni resistenza attiva al nuovo Stato, e in attesa di annet­terla fòsse solo la sede del pontificato senza presenza di truppe straniere, diventava perciò la condiiio sino qua non per ristabilire l'ordine pubblico in Italia.
Certo, i problemi si rivelavano di anno in anno molto più complessi di quanto l'euforia iniziale avesse lasciato immaginare. Negli stessi Ducati e nelle Legazioni emi­liane, prima del '59, il mutamento politico e istituzionale non era forse stato inteso come un cauto passaggio di amministrazione assai più che come un radicale rivolgi­mento di strutture organizzative ? Invece tutto era rapidamente mutato. Isabella Zanni Rosiello ha donneato nella sua relazione l'atteggiamento dei moderati emiliani di fronte ai problemi legislativi e amministrativi dell'Emilia dopo la annessione. Atteggiamento condizionato dal fatto compiuto della rapida imposizione delle leggi sarde, ma anche dal timore di una perdita di potere di gruppo e da un ritorno di istintivo municipa­lismo. Può sembrare un paradosso, ma fu proprio il municipalismo parmense e mode­nese di fronte a Bologna a favorire dapprima l'annessione al Piemonte e poi a opporsi a una soluzione regionale. Con vantaggio finale per l'unità.
Oltre le conferenze già annunciate, si sono tenute quelle di R. E. Righi: La storiografia risorgimentale nei confronti del gcn. Manfredo Fanti (14 marzo); P. Mazzoni Rajna: a Le villeggiature dei Fiorentini (15 aprile); M. Risolo: Firenze principio di secolo (29 aprile); S. Mastellone: Contrasti politico-sociali dell'emigrazione italiana dal 1820 al 1848 (5 maggio); M. Mirri: La Fisiocrazia in Toscana nell'età delle Riforme (12 maggio
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FORLÌ. - U Commissario del Comitato, prof. Aldo Sacco, ò stato confermato, con decreto del ministro della P.I., Ispettore bibliografico onorario di Forlì per il trien­nio 1964-1967 ed è stato insignito dell'onori licenza di cavaliere al merito della Repub­blica.

LIVORNO. - Il nostro Comitato, d'accordo con quello della Dante Alighieri Ita organizzato nn ciclo di conferenze su argomenti di carattere storico-culturale, per il periodo maggio-ottobre del corrente nono. Ne diamo l'interessante programma: dome­nica 19 aprile 1964, ore 10,30, prof. Nino Valeri, Petit giolittiana ; domenica 3 mag-
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