Rassegna storica del Risorgimento
CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
anno
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1964
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pagina
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323
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Politica estera dei conservatori polacchi 323
le proteste, d'altra parte solo formali di Roma, sopravvisse di fatto fino al concordato del 1847 ed anche oltre
La storia dettagliata di tali rapporti va oltre le nostre intenzioni, che si limitano a voler descrivere una pagina particolare e pensiamo interessante di quei rapporti che coinvolsero in maniera diretta la Polonia, ormai smembrata e divisa tra Russia, Austria e Prussia. Ci è quindi sufficiente riassumere tali rapporti nel quadro del contrasto generale e di principio che divise i due Stati e i due poteri spirituali: di questo infatti al fondo si trattava e cioè dello scontro di due Stati che avevano il loro fondamento in un potere di origine spirituale.
La Russia non aveva niente in contrario a riconoscere resistenza e quindi di intrattenere rapporti diplomatici con uno Stato pontificio, così come intratteneva rapporti, e non tra i peggiori, con gli altri Stati della penisola italiana. Lo Stato pontificio però non riconosceva e non accettava di essere caratterizzato dal solo denominatore politico-temporale: Roma insisteva sulla duplicità e sulla inseparabilità del denominatore religioso-temporale: lo Stato era unità inscindibile degli interessi universali e particolari della Chiesa e dello Stato. Ma era proprio questa unità che la Russia non poteva accettare e soprattutto lo zar, che della Russia era l'autocratico rappresentante e nella cui persona si congiungevano la rappresentanza religiosa e temporale delle anime e dei corpi dei suoi sudditi. Lo zar non poteva riconoscere uno Stato che, in quanto universale, aveva una indiretta rappresentanza spirituale dei suoi soggetti di confessione ortodossa e una diretta rappresentanza religiosa dei suoi soggetti cattolici o di rito unito: nel primo caso veniva leso un suo preciso diritto e potere, nel secondo caso veniva spezzata quella unità degli Stati russi e delle confessioni dei propri sudditi che proprio nella sua persona trovavano una vivente e autocratica unità.
Sullo sfondo di questo conflitto, destinato a spegnersi a mano a mano che il potere temporale della Chiesa cattolica veniva meno e a mano a mano che la necessità di basare l'unità nazionale e il potere zarista sullo jus majestaticum circa sacra perdeva di importanza, si svolge l'attività dei cattolici polacchi verso il Vaticano, di cui le missioni di Czajkowski non sono che un particolare aspetto che, come si vedrà, interessa anche TOriente slavo.
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Nei proni trentanni del XIX secolo, e precisamente fino al pontificato di Gregorio XVI, i rapporti tra i due Stati continuarono praticamente immutati in un susseguirsi di contatti votati allo scacco.
Dopo le speranze suscitate dal regno di Paolo I, nell'aprile 1802 znons. Tommaso Arezzo venne nominato ambasciatore straordinario