Rassegna storica del Risorgimento
CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
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1964
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324
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324 Giampiero Bozzolaio
della S. Sede a Pietroburgo presso il nuovo zar Alessandro I. Vi giunse il 9 aprile 1803, ma se ne dovette allontanare non molto tempo dopo. Le cause di tale partenza e il fallimento della sua missione che consisteva nel tentativo di riallacciare i rapporti religiosi tra il Vaticano e la Russia e nel richiedere che fosse accettato l'invio di un nunzio stabile, furono molteplici. Oltre la tradizionale ostilità russa verso i tentativi del Vaticano di rivendicare una parte di quel potere e di quell'influenza religioso-spirituale che era detenuta dallo zar e lo spiacevole affare legato alla richiesta francese di estradizione dell'avventuriero legittimista Vernègues, protetto dal principe Czartoryski e al servizio russo, *) contò anche l'atteggiamento illuministico-massonico dei ministri e soprattutto del famoso consiglio di Alessandro I.
L'Arezzo infatti scriveva alla Segreteria di Stato che si era sforzato di far accettare l'idea che il Vaticano avesse un suo rappresentante anche in Russia, ma che il ministero russo composto per la maggior parte di filosofi e di Russi decisi , si rifiutava di averne alcuno in Pietroburgo per parte della S. Sede, né di alta né dibassa sfera.2) L'Arezzo aveva inutilmente rinnovato le propri argomentazioni anche al principe Czartoryski che del consiglio era forse quello che in quel momento aveva più voce in capitolo e più ascendente personale sul giovane zar Alessandro; il principe non si era dato per inteso.3)
Dalla partenza di mons. Arezzo, seguita tre mesi dopo da quella del BUO uditore Alvisini e dal ritiro da Roma del ministro russo, per dieci anni e cioè fino al Congresso di Vienna, non vi furono più tentativi di rinnovare i contatti tra il Vaticano e Pietroburgo. In quella sede il card. Consalvi ripetè inutilmente la richiesta di una nunziatura in Russia; da parte russa si replico che in via di principio potevano accettare un rappresentante temporale degli Stati della Chiesa, ma non un rappresentante spirituale
1) BC 1042/XVII ew., lettera di A. J. Czartoryski ad Alessandro I, a. d.; BC 1039/ XVII ew., minata di A. J. Czartoryski ad Alessandro 1,16 novembre 1808; P. PIERLING, La Rùssie et le SaùaSiège. t. V, pp. 401-445; Card. GONSALVI, Memoires nouvelles, edito da J. E. Drochon, Paris, s. d., pp. 553-580.
2) M. J. ROCBT DB Joua.NEt,, Nonciature d'Arezzo (1802-1806), in ffonciatures de Russie d'après les documento authentiques, Roma, 1922, t. I, p. 674; citato da G. BERTI, Russia e Stati italiani, p. 337; sulla missione vedi anche A. BOUDOD, Le Saint-Siège et la Russie, 1, pp. 36 Bgg.
*) Czartoryski dovette pagare questo atteggiamento molti anni dopo, durante il suo esilio, quando dirigeva Passione diplomatico-politica dell'Hotel Lambert, e veniva a scontrarsi con la freddezza e la diffidenza degli ambienti vaticani e gesuitici: il 27 aprile 1840 M. Czajkowski scriveva a Czartoryski (BC 5379/IV, f. 13) che il gesuita Rozawen, alle sue affermazioni riguardanti il profondo cattolicesimo del principe, aveva obbiettato che Czartoryski al tempo in cui era Ministro degli affari esteri russo, aveva perseguitato il suo ordine.