Rassegna storica del Risorgimento

CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
anno <1964>   pagina <325>
immagine non disponibile

Politica estera dei conservatori polacchi 325
della Chiesa cattolica e che Ics pretensione du Vatican à mie domina tion universelle revétue de formes divcrses, ont trop amigé le monde pouf que la Cour de Rome puisse y songer encore .
Nessun'altra iniziativa fu presa durante il regno di Alessandro I. Fu solo alla sua morte che il Vaticano tentò un nuovo approccio presso Nicola; l'occasione venne offerta dall'incoronazione dello zar. Nonostante rindicazione del segretario di Stato Della Somaglia di affidare l'incarico di rappresentare la S. Sede all'arcivescovo di Varsavia mons. Skarzewski, Leone XII decise di inviare a Pietroburgo lo stesso governatore di Roma mons. Tommaso Bernetti. Questi* a causa di una malattia che lo colse durante il viaggio, non giunse in tempo per presenziare all'incoronazione che venne tenuta il 3 settembre e fu quindi ricevuto dal nuovo zar venti giorni dopo. Nicola lo accolse con molta cortesia ed espresse molta defe­renza e rispetto verso il S. Padre.2)
Il 10 febbraio 1829 moriva Leone XII che, durante il suo breve pa­pato, aveva più volte dimostrato la sua preoccupazione per la sorte dei cattolici e dei fedeli di rito unito polacchi e russi. Gli succedeva per qualche mese Pio Vili, che moriva il 30 novembre 1830. Fu eletto papa il cardi­nale Bartolomeo Alberto Cappellari, che il 2 febbraio 1831 assumeva il nome di Gregorio XVI. Egli trovava l'Europa sconvolta dall'ondata rivo­luzionaria che aveva preso il via dalle giornate parigine di luglio. Due giorni dopo la sua nomina si manifestavano i primi moti insurrezionali negli stessi Stati della Chiesa.
È con questo papa che si assiste ad una svolta nei rapporti tra i due paesi. Pur rimanendo infatti insolute le questioni di principio e pur con­cludendosi da parte russa, 1 processo di assorbimento dei cristiani di rito unito e inasprendosi le persecuzioni dei cattolici polacchi e russi, si addi­viene ad un progressivo e realistico avvicinamento dei due Stati. La continuità di questo riavvicinamento, nonostante l'apparente contrad­dizione offerta dalle proteste espresse nella enciclica Haerentem diu (1842), sono sottolineate e messe in evidenza dall'encilica Cam primum (1832), dalla visita a Roma (1845) dello zar Nicola e dalla conclusione del concordato nel 1847.
Come si spiega questo cambiamento e come si spiega l'apparente indifferenza del papato per le sorti della cattolicissima Polonia e del cat­tolicesimo polacco?
*) A. Boooou, Le Saint-Siège, cifc, pp. 83-84; G-. BERTI, Russia* oh., pp. 564-565; D. A. TOLSTOJ, Rimskij katolicism v Rossii, Sankt-Pctersburg, 1876, II, p. 408.
2) Relazione di Bernetti sol suo viaggio in Archivio Vaticano, Affari ecclesiastici straordinari, Carte di Russia e Polonia, III, 821; BOUDOTJ, Le Saint-Siège, cit., p. 142.