Rassegna storica del Risorgimento

CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
anno <1964>   pagina <326>
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326 Giampiero Bozzoluto
Non si può dare una risposta a questo interrogativo se non si ricordi e non si sottolinei l'atteggiamento personale del nuovo papa verso i movi­menti rivoluzionari e i fermenti novatori .*) Ebbene, cjuesto uomo che tutto, esperienze personali ed inclinazioni naturali portavano a rifiutare, in nome di Cristo che rappresentava in terra, le offerte dei novatori, già due giorni dopo la sua elezione, come si è detto, doveva affrontare i torbidi di Campo Vaccino e le insurrezioni nell'Italia centrale.
Circondato di opportunisti come il cardinale Bernctti o di reazionari come il card. Albani o il card. Lambruschini, il futuro onnipotente segreta­rio di Stato, e di fronte ad una situazione politica interna così pericolosa, nulla ostacolava ed anzi tutto favoriva le propensioni personali del Santo Padre.
La stessa insurrezione polacca di novembre, così apparentemente lontana, a Roma sembrava indissolubilmente legata ai moti insurrezio­nali che si succedevano in Europa e particolarmente dannosa agli Stati della Chiesa. Nonostante infatti che Metternioh avesse impazientemente sollecitato il generale Frimont ad intervenire nelle regioni italiane insorte, e nonostante che fossero stati spediti rinforzi militari verso la penisola, l'intervento austriaco ritardava. Vienna infatti aveva dovuto dapprima aumentare considerevolmente e successivamente mantenere, il conti-gente militare di guardia in Galizia, che, per la sua vicinanza alle zone polacche insorte, dava poco affidamento.
In tale situazione di preallarme e di fronte ai ritardi e alle indeci­sioni di Frimont, lo stesso Governo sabaudo nel timore di un espandersi nel suo Stato dei moti insurrezionali dell'Italia centrale, si era rivolto a Pietroburgo, per mezzo del ministro De La Tour, -9 A maggior ragione il Vaticano, che si vedeva già direttamente minacciato, doveva vedere nei Russi un'ancora di salvezza e negli insorti polacchi ima duplice remora ad un intervento tanto atteso. 8)
Spinola, nunzio a Vienna, scriveva al pròsegretario di Stato Ber-netti,*' in data 18 febbraio 1831, che non c'era alcun dubbio sull'immi­nenza della vittoria russa e che Tarmata austriaca di Galizia potrà mar-
1) Atteggiamento abbastanza conosciuto se Mettcrnich, alla notizia dell'elevazione del Cappellai*! al solio pontificio, scriveva all'ambasciatore austriaco in Roma conte Liitzow che aucun choix qui eut pu foire le sacre collège n'aurait éié plus agréable e che le nom de Capcllari se trouvait [...] an fond de nos esperances et de nos vocux: XYWCZYIQSKI, Genezu, cit., p. 44, ri. 2.
-) F. SALATA, Morìa Luigia e i moti del Trentuno., in Archivio storico per le provincia parmensi, Ts. Serie XXXII, Parma, 1932, pp. 188, sgg.
3> LOBET, Watykan a Polsha, Warszawa, 1913, t. II, p. 228.
*) 2Y*VCZYI5T8KI, Geneza, cit., p. 96.