Rassegna storica del Risorgimento
CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
anno
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1964
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pagina
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331
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Politica, estera dei conservatori polacchi 331
immediato e cioè fosse stata effettuato verso la metà del luglio, ci sarebbero state alcune probabilità di successo, il Vaticano invece non si mosse ed attese oltre un mese per decidere che Spinola facesse un passo presso il gabinetto di Vienna. Soltanto il 9 agosto infatti Bernetti scriveva a Spinola che in* tervenisse presso Mettermeli, dato che Sua Santità si accinge a compiere con fiducia l'ufficio al quale è stato eccitato da Badeni. *> Naturalmente tutto si risolse in una risposta di Mettemich, a metà dura e a metà ironica, in cui dopo aver lodata la moderazione russa e condannata l'ostinazione polacca, si avvertiva che ogni passo vaticano rivolto direttamente all'imperatore austriaco sarebbe stato inutile dato che Vavance diploma' tica aveva luogo quando ormai su tutta la questione stava per calare il sipario. Mettemich aggiungeva che poteva farsi latore di una lettera indirizzata allo zar che era e rimaneva l'unico interlocutore valido.
Si concludeva così la tardiva e ritardata missione di Badeni, simbolo dell'ingenua fiducia degli insorti polacchi, i quali se, come osserva giustamente 2ywczynski,2) pensavano più alla Roma di Innocenzo III che alla reale debolezza diplomatica e politica di Gregorio XVI, è anche vero che non avevano nessuna ragione di sospettare che il papa non prendesse in alcuna considerazione il problema e la possibilità dell'indipendenza di quella nazione che Bernetti a parole riconosceva come una delle più benemerite verso la nostra S. Religione . Quanto poi alla impossibilità politica e diplomatica del Vaticano di intervenire in favore dei Polacchi insorti 3) e cioè alla sincerità e alla buona fede delle risposte e delle promesse di Bernetti a Badeni *) è facile ricordare come lo stesso ritardo nel compiere il passo diplomatico (soprattutto se paragonato alla folgorante rapidità con cui venne preparato il breve Impensa Caritas e alla non meno tempestiva pubblicazione della futura enciclica Cum Primum) sia stato il maggior responsabile della non riuscita del tentativo diplomatico. s> E esatta, quindi l'affermazione che il "Watykan inaczej postapid
1) Arch. Vat., Nunziatura di Vienna, 258, C. Botro ou, I, p. 177; THEOTER, Die neusten Ziutànde der Kaiholischen IQrche, cit., II, pp. 203205, n. 80; 2YWCZYÌSTSKI, Ge-nezat cit,, pp. 122-124,
2) YWCZYISKI, Gmeza, cit., p. 120.
3) Anche Zywezynski concorda sul fatto che il passo romàno era ben diverso da (niello che i Polacchi si erano augurati ed avevano richiesto: mentre infatti la S. Sede parlava di arresto, dello spargimento di sangue, hon tenendo fermo che ciò non implicava affatto la richiesta di risolvere il problema dell'indipendenza polacca, il governo degli insorti aveva auspicato un intervento diplomatico per ristabilire e far accettare loro indipendenza e quindi arrestare J'irmtàle spargimento di sangue (ZYWCZY?SKI, Genero, cit., p. 123, n. 2).
4) BOUDOU, op. cit., I, p. 177.
) 2/YWCZYrfsKi, Genesa cit,., p. 122: lstotnie w polowie lipea interwcncja ita rzccz Polski moglaby mieó jeszeze pozory powodzenia, w aicrpniu foylo na aia nie czas .