Rassegna storica del Risorgimento

CZAJKOWSKI MICHAL; POLONIA POLITICA ESTERA 1840-1841
anno <1964>   pagina <332>
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Giampiero Bozzoluto
nie mogi .1] ma solo nel senso che, data la posizione assolutamente rea­zionaria degli Stati della Chiesa, Roma non poteva far altro che quello che fece: ma questa è una semplice tautologia. Quando infatti arrivò l'in­tervento papale, la situazione dell'insurrezione era oramai più che precaria e l'eventuale lettera che Mettermeli avrebbe potuto inviare allo zar avreb­be trovato una Russia oramai sicura di sé e della sorte delle proprie armi: il 15 agosto Czartoryski aveva scritto ai suoi agenti all'estero: Nous ne cherchons aujourd'hui nutre salut que dans notre désespoir .2)
Quali fossero le reali intenzioni e i più intimi e sinceri desideri del Vati­cano, riconosce d'altra parte anche ZywczynsH quando ricorda che Bcrnetti nella lettera del 1 ottobre ringraziava Spinola per le consolanti noti­zie e quando afferma che prosekretarza stanu radowalo to bardziej niz Sebastianiego i Palmerstona, gdyz przegrana powstania byla dia rzadu papieskiego nie tylko nieunikniona, jak dia dyplomatów austrjacldch, francuskich czy angielskicli, ale byla zarazem pozadana .3)
Dopo la fine dell'insurrezione il principe Paskiewicz, vicere del Regno di Polonia, aveva bisogno di una pacificazione che sanasse anche nel fondo dei cuori, le ferite e i rancori e gli odi che le armi non avevano certa­mente potuto cancellare e che anzi, semmai, avevano reso più vive ed acerbe. L'elemento ideologico che, al di sopra di certo anticlericalismo di tipo massonico di una parte degli insorti, aveva unificato e dato una base comune all'insurrezione e che si era sempre più rafforzato col passare del tempo giungendo ad essere, come in Lituania e nella Rutenia Bianca l'elemento addirittura predominante del movimento insurrezionale, era la fede cattolica e la lotta contro le persecuzioni religiose. Per ottenere una tale pacificazione e per togliere agli insorti l'alibi religioso, Paskie­wicz fece chiedere al papa un breve in cui fosse chiaramente condan­nata l'insurrezione e in cui si intimasse, in nome della religione, l'ob­bedienza alle autorità costituite. La domanda russa, appoggiata dalle insinuazioni di Metternich che il clero polacco fosse stato contagiato dal lamennesismo,*) venne prontamente accolta dal Vaticano.
Se indubbiamente l'influenza russa ed austriaca ebbero un gran peso nella decisione del Vaticano, bisogna però anche dire che la condanna dell'insurrezione era assolutamente conseguente alle idee e alla mentalità di Gregorio XVI e che il compito di incitare il clero all'obbedienza alle
i) Ywczyrtsicr, Certosa, cit., p. 122.
3) D'ANGEBEHG, Truités et amvemions concernimi la Pologne, citi, p. 851. 8) rwezYNSia, Genesa, cit., pp. 106-107.
4) Lettera di Metternich a Ltit/ow, 31 marzo 1832 citata da JYYYCZYJSKI, Geneza, cit., pp. 159-464.