Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI ANTONIO
anno
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1964
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pagina
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352
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352 Rocco Vincenzo Miraglio
di quel distaccamento all'estrema ala sinistra dell'esercito, alle 2 del 23 ordinò il ripiegamento: il 16, latta tappa a Cavaiou Veronese, quantunque gli uomini fossero stremati di forze, proseguì pei Paeengo sino a Cavalcasene, ove pervenne l'avviso che il nemico si preparava a forzare E passo del Mincio in quei di Salionze. Sebbene a tutta prima stentasse a credere a tanta audacia, il de Souuaz rimise in movimento le truppe del II corpo riunitesi Cavalcasene, per sventare tale disegno. Era troppo tardi, che il nemico era già grosso sulla riva destra, né le truppe spossate e depresse erano in grado di contrattaccare per ricacciarlo nel fiume, onde fu giocoforza ordinare un ulteriore ripiegamento su Volta Mantovana nella stessa giornata del 24.
Fatalità volle che il de Souuaz, cui pure non era sfuggita l'importanza di questa posizione nel quadro della battaglia, che si stava combattendo, si decidesse ad abbandonarla la notte sul 26, per ripiegare su Coito giusta gli ordini impartiti dal sottocapo di stato maggiore dell'esercito: ma, poiché il Re e il Bava avevano divisato di richiamare le truppe, che investivano Mantova, far massa con tutto l'esercito sulle alture di Volta e di Cavriana, afforzarvisi ed impegnare nuova battaglia ,x) gli fu prescritto di rioccuparla. Alle 16 la 3a div. prese le mosse divisa in due colonne: quella di destra, alla cui testa marciava il 16, percorreva la strada Angelo CustodeBelvedere. Verso le 18 le punte d'avanguardia erano giunte a circa millecinquecento passi dal paese, quando avvistarono il nemico agli sbocchi meridionali e sui poggi a est del paese stesso: era l'avanguardia del II corpo, che arrivava in quel momento e si disponeva a contendere alla 3a div. il possesso di quel luogo .2) Dopo un vivo cannoneggiamento di circa mezz'ora il II e 111/16, schierati in prima linea, muovevano all'assalto su per le pendici di Luccone e di Sottomonte. Fatti segno poco dopo a scariche di mitraglia e a raffiche di fucileria, che aprono vuoti paurosi nelle loro file, s'arrestano per poco e quasi vacillano, ma l'esempio e la voce degli ufficiali li tien saldi, li rianima, li trascina. Insieme coi bersaglieri della la cp. riprendono l'avanzata e rapidi raggiungono la cima di M. Gizzolo . 3) Invano il ' nemico impegna nuove truppe: il II btg. già si spinge sino alle prime case di Volta, raccogliendovi parecchie diecine di prigionieri. E proprio in quella, ferito al ginocchio destro da un colpo d'arma da fuoco, cade il Ferrari, ma non abbandona il suo posto d'onore e, medicato alla meglio, continua a combattere, meritando la sua prima medaglia d'argento al valor militare.
Purtroppo né la 3a div., né più tardi la brig. Regina riuscirono ad impadronirsi della tanto contesa posizione e fu necessario ripiegare ancora, formando i quadrati contro la cavalleria austriaca, che per altro venne ricevuta a dovere e respinta sia dai fuochi di fila, sia dalle cariche dei rgt. Savoia e Genova.
Riuscito vano il tentativo di stipulare un armistizio, l'esercito intraprese la lunga ritirata, che lo condusse a Milano, ove la brigata composta, di cui faceva parte il 16, non potè essere tempestivamente impiegata il 4 agosto,
vt C. FABRIS, Gli avvenimenti militari del 1848 e 18é9, Torino, Roux e Viareogo, 1904, parte I, tomo 3, p. 369.
2) C, FABRIS, op. cit., p. 370.
3) C. FABRIS, op. c>, p. 373.