Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI ANTONIO
anno
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1964
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355
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giunsero al piede delle alture di S. Martino, del Roccolo e della Coutracania e, superando il ripido pendio, riuscirono a porvi piede, pagando a caro prezzo la conquista di queste formidabili posizioni. Proprio allora il Ferrari, che aveva guidato la propria compagnia con intelligenza e intrepidezza nei vari attacchi alla baionetta , era ferito alla spalla destra da un colpo d'arma da fuoco: trasportato all'ambulanza della 3" div. e di qui a Brescia, il 29 luglio fu autorizzato a trasferirsi nel paese natio, perchè potesse ristabilirsi, ma la ferita stentava a rimarginarsi. Se gli fu di grande conforto il conferimento della seconda medaglia d'argento al valor militare, non potè riprendere servizio che il 30 ottobre, quando, già promosso maggiore, assunse a Saluzzo il comando del XII btg. sardolombardo di nuova formazione. Il 5 maggio 1860, però, il XII si era già trasferito a Savignano sul Rubicone, inquadrato nei bersaglieri del IV corpo e, dopo un breve campo d'esercitazione a Scacciano, non lungi da Riccione, dal 30 agosto al 6 settembre, assegnato alla 7a div., partecipava alla campagna delle Marche.
Fano, S. Angelo in quel di Senigallia, Castelfidardo: questi i fatti d'armi prima dell'assedio d'Ancona, cui fu presente il XII o una frazione di esso; tra l'uno e l'altro i garetti dei bersaglieri furono sottoposti a dure prove, come quando compirono quasi d'un fiato una marcia forzata di 60 chilometri, che rimase famosa nella storia di quella campagna. Giusto premio all'intelligenza ed al coraggio del Ferrari la croce di ufficiale dell'Ordine militare di Savoia, conferitagli il 3 ottobre.
I fatti incalzavano e, per dare la mano a Garibaldi, il IV e V corpo varcavano indi a poco il confine del regno delle Due Sicilie: il 23 ottobre il XII btg. già toccava Venafro; il 26, prima sostenendo il VII, poi emulando PXI, snidava i borbonici dalle colline di S. Germano e di Cascano tra Teano e Sessa Aurunca, il 29 partecipava all'inconcludente ricognizione del Gari-gli ano e finalmente, passato il fiume, raggiungeva il 5 novembre il borgo di Gaeta,
Nel corso del lungo assedio rifulse ancora il valore del XII btg., massime durante la sortita del 29 novembre, allorché con estrema decisione contrassaltò di fronte le truppe borboniche, mentre il VII tentava di precluder loro la ritirata. Caduta la piazza, il 24 febbraio 1861 salpò alla volta di Messina sulla pirofregata Carlo Alberto; ma il mare era cosi grosso, che questa dovette rientrare in porto e soltanto il 2 marzo potè toccar terra a Pistunina.
H 12 marzo cadeva anche Messina e il 17 aprile il btg. prendeva stanza ad Imola, dove il Ferrari apprendeva che il 1 giugno gli era stata conferita la promozione a luogotenente colonnello per merito di guerra, giusto riconoscimento delle sue singolari doti di comandante nei corso dell'intera campagna e dei due assedi di Gaeta e di Messina. Il 15 luglio assumeva in Genova il comando del vecchio e glorioso 4 rgt. ftr.; ma, promosso colonnello il 6 luglio dell'anno seguente, veniva incaricato della formazione del 64, le cui compagnie, concentratesi ad Asti, si trasferivano il 31 al campo di S. Maurizio, ad eccezione di quelle del IV btg., che sarebbero rimaste in Sicilia. Nelle successive guarnigioni di Torino, Genova, Alessandria e ancora Genova il colonnello penetrò di sé il suo reggimento e lo addestrò a tal segno, che neDe sue robuste mani divenne un magnifico strumento di guerra, pronto ad ogni cimento.