Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI ANTONIO
anno <1964>   pagina <356>
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356 Hocco Vincerne Mimglia
II 24 giugno 1866 il 64, inquadrato nett'8* dìv. (Cugia). giungeva alle falde di M. Tene, toccando quasi la Ca' nuova, quando ne scendeva a pre­cipizio il comandante dell'artiglieria divisionale, il quale, salito lassù per ren­dersi conto della situazione, era stato informato dal Brignone deJl'eccezio­nale gravità dei fatti, che vi si svolgevano . Mentre cercava del Cugia, che non riusciva a trovare, il magg. Fiorenzo. Bava Beccane s'imbattè nel co­mandante della brig. Cagliari e nel col. Ferrari, i quali erano a colloquio, dipinse loro a vivi colori la pericolosa situazione della 3a div. ed espresse Tavviso che urgesse assolutamente soccorrerla . Mentre però il primo voleva sottoporre l'idea al Cugia, il secondo, che già poco prima s'era spontanea­mente offerto al gen. Alfonso La Marmerà, si dichiarò senz'altro pronto a salire sulle alture, pur non disponendo che del II e HI htg., giacché il I era di scorta alla 7a btr. del 6, il IV di scorta al carreggio; il maggiore insistè per accompagnarlo, mettendo a sua disposizione un'altra delle sue batterie.
Ufficiali e soldati, che avevano seguito coll'animo in tumulto le altèrne vicende del combattimento, erano pronti da tempo, tutti anelavano di bat­tersi. Andiamo a fare il rancio a Verona! esclamavano allegri i soldati, e gli ufficiali soggiungevano: Ricordatevi che oggi è l'anniversario di S. Mar­tino.1) Il generoso slancio del 64 cagionò dapprima un po' di confusione, ma le colonne mossero imponenti sull'intralciato e ondulato terreno, rom­pendo filari, tagliando siepi e viti colle sciabole e colle baionette, cercando d'avanzare 1) quanto più speditamente era possibile. Si scorgevano distin­tamente le bianche uniformi degli Austriaci, che, coronando il ciglio dell'al­tura, facevano fuoco sui granatieri in ritirata, e quello spettacolo accresceva lo slancio d'ognuno .l) Al principio dell'erta si videro i primi morti e feriti; ma quella vista anziché sminuire, acuiva l'ardore, né alcun disordine pro­dusse il primo saluto della fucileria nemica. Affanno di migliaia di petti, calpestai titanici, grida, comandi, brontolìi lontani, pioggia e scoppiar di gra­nate ovunque,- così un ufficiale del reggimento, il sott. Piero Pazzi. E in quel turbinio la colonna del II btg. avanza sicura, ordinata, tremenda, avvolta in una nube di polvere, indorata dal sole di fuoco: quand'ecco sul suo fronte scoppia una granata.1) La nube di polvere s'addensa, diviene nembo in quel punto, e i corpi dei colpiti, i brandelli delle uniformi s'intravedono per un istante tra quella nube. Chi vide, non potè non paventare le conseguenze della giustezza di quel tiro e del rude battesimo, e un istante la colonna parve esitasse, che n. panico se ne impadronisse .x) Ma il maggiore comandò Avanti! e Viva l'Italia ! gridò, e quel grido fu ripetuto come mi tre­mendo ruggito ed i caduti furono oltrepassati. Da quel momento il passo delle due colonne si convertì in carica e divenne un vero assalto, intrapreso a dire il vero un po' troppo presto. Quando le colonne stesse ebbero raggiunto il margine del gradino, su cui sorgono le poche case coloniche, che prendono 3. nome di M Torre, non erano più che colonne di divisione e ben presto non furono altro che una fitta e profonda linea di battaglia, costituita da due masso altrettanto imponenti quanto confuse. Allorquando il colonnello le
D GBNV 0, DE ANTONIO, Il 64P reggimento di fontana a Gustosa, 24 giugno 1866* io Rassegna dull?esercito italiano, a. II (1921), luglio-agosto, pp. 44-53.