Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI ANTONIO
anno
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1964
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pagina
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359
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La medaglia d'oro Antonio Ferrari 359
guai* della ritirata, che si effettuò nel massimo ordine, trattenendo col fuoco il nemico.
Per tacere dei generali Allodi e De Antonio, che pure sono competenti-si mi giudici, il gen. Pollio. studioso e critico insuperato della battaglia di Custoza, cosi ebbe a definire Passione del 64, del Ferrari e del Bava Bcc-caris: La riconquista del M. Torre per parte dei due battaglioni del 64 e della 9a btr. del 6 artiglieria è per me uno degli atti più decisivi della giornata e che fa il più grande onore al col. Ferrari, al magg. Bava Beccaria e ai militari tutti di quei reparti. Io non intendo di entrare nella polemica sulla priorità di uno o di un altro comandante nel dar l'ordine. Osservo soltanto che, se il col. Ferrari avesse, prima dell'arrivo e del colloquio col magg. Bava, ricevuto l'ordine positivo di portarsi sul M. Torre, Io avrebbe certamente eseguito, prima che il comandante dell'artiglieria divisionale venisse a rappresentare con vivi colori la terribile situazione, nella quale si trovava il G. Brignone, e la necessità di sostenerlo immediatamente! Il certo è che, se si indugiava anche di poco, se si dava tempo alle truppe di Scudier di riprender lena, di sistemarsi sulle alture, di addensare le truppe su Custoza, M. Torre e M. Croce in modo, cioè, da poter combattere dall'alto invece che sull'alto non è prevedibile che cosa sarebbe accaduto... Tutto ben considerato, io ritengo che l'audace controffensiva del col. Ferrari e del magg. Bava sia stata la principale ragione, per la quale, poco dopo le dieci, la battaglia al nostro centro prese un altro andamento e un altro aspetto.'Fu uno di quei colpi si scena, dai quali vien fuori una situazione nuova. Fu la prima azione veramente controffensiva, che additò e spianò la strada alla valorosa div. Govone e che avrebbe dovuto esser seguita da tutte le nostre divisioni di destra!.
Onore al 64, al col. Ferrari ed al magg. Bava Beccaris, che tanto contribuì a chiarire la situazione ed a determinare quel risveglio in un animo italiano del sentimento di cameratismo militare e dello spirito audacemente offensivo, senza di cui si dà o si accetta battaglia colla sicurezza di perderla o, tutt'al più, con quella di ben proteggere la ritirata!.1)
Il 6 dicembre, mentre al 64 veniva concessa la medaglia d'argento, al col Ferrari veniva conferita la medaglia d'oro al valor militare per la rara bravura spiegata e per aver ammirabilmente condotto il suo reggimento nella giornata del 24 giugno 1866.
Il 17 ottobre 1868 assunse il comando della brig. Siena, destinata a diventare, allorché furono soppresse le brigate permanenti di fanteria, la II brig. della div. di Napoli; il 15 marzo 1869 conseguì la promozione a magg. generale e finalmente, in seguito a sua domanda, il 17 settembre 1872 fu collocato a riposo per anzianità di servizio e per ragioni d'età; ma era troppo legato all'esercito, perchè, quando fu istituita la posizione di riserva, non chiedesse di esservi riammesso, il che gli fu concesso a datare dal 1 gennaio 1874. Il gen. Ferrari fu uomo di gran cuore e perciò fu l'idolo de* suoi inferiori, ohe trattava con affetto e giusta severità di padre), fu cittadino esemplare, ardente patriota; ma fu soprattutto soldato nel senso più: nobile ed elevato della parola.
') A. POLLIO, Custoza (1866), Roma, Libreria dello Stato, 1925, pp. 262-63.