Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; ONORIFICIENZE
anno
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1964
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362
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362 Emilio Nastrili Rocca di Garrirli ano
liei, fece parte della divisione del generale Maurizio de Sonnass del 5 corpo (Della Rocca) deatiuata ad occupare l'Umbria. Dopo la resa di Perugia (14 settembre), il generale Brignoue fu messo alla testa di mi distaccamento composto del 3 regg. Granatieri, del 9 battaglione Bersaglieri, di due batterie d'artiglieria e di due squadroni di Nizza Cavalleria, per operare su Spoleto. Questa colonna, il 17, attaccava la fortissima rocca della città (come è anche enunciato nella motivazione della concessione della distinzione comunale) ove si era chiuso il presidio pontificio composto del battaglione irlandese S. Patrizio e lo obbligava a capitolare, dopo un vivo combattimento, il comandante del distaccamento fu premiato con la commenda dell'Ordine militare di Savoia. Il gen. Brignone si portò, quindi, a Terni, catturando numerosi sbandati pontifici sfuggiti alla rotta di Castel fid ardo, e si spinse poi fino a Narai verso il Tevere. Dopo la campagna in Umbria egli partecipò alle altre operazioni di guerra nell'Italia meridionale e si distinse ancora nella guèrra del 1866, a Custoza. Terminò la carriera come generale di Corpo d'Armata, fu deputato al Parlamento per cinque legislature e nominato senatore nel 1872.
Sono suoi discendenti i Brignone, dimoranti a Pinerolo, che, con regio decreto del 6 dicembre 1928, ebbero la concessione del titolo di nobile . Un indirizzo, ispirato alla consueta fraseologia del tempo fu destinato ad accompagnare la medaglia (in tre esemplari), che gli venne presentata due anni dopo gli avvenimenti del 1860 (25 luglio 1862), insieme al diploma del patriziato spoletino concessogli l'anno precedente (12 giugno 1861): reca la firma del conte Pompeo di Campello (1803-1884), senatore del Regno, e di Luciano Scarabelli, deputato della città.
11 conte di Campello, di schietti, sentimenti liberali, partecipò ai moti insurrezionali del 1831 di Spoleto. Nel 1848, sotto Pio IX, rappresentò Spoleto alla Consulta di Stato ed ebbe parte nella organizzazione militare amministrativa dello Stato pontifìcio. Fu ministro delle armi e rimase al suo posto anche dopo l'allontanamento del Papa da Roma. Fu, poi, esule a Torino e a Parigi. Nel 1860 rientrò nella sua Spoleto e l'anno successivo fu nominato senatore. Per breve tempo nel 1867 fu anche ministro degli Esteri.
Interessante è anche la figura dell'altro firmatario l'indirizzo di omaggio al generale Brignone. Luciano Scarabelli (18061978) piacentino, *) fu un operosissimo scrittore di materie storiche e letterarie. Da maestro elementare, divenne professore a Genova e a Voghera e segretario dell'Accademia delle Belle Arti di Milano nel 1860; non sappiamo in realtà, come, dopo l'annessione dell'Umbria, sia stato eletto deputato per il Collegio di Spoleto. Fu assai assiduo al Parlamento e versato nelle questioni relative all'insegnamento, ma soprattutto fu un infaticabile poligrafo, storico, letterato. Come curiosità ricorderemo che, nell'esemplare dell'<c Indirizzo posseduto dalla Biblioteca Comunale di Piacenza, esiste una nota autografa dello stesso Scarabelli con alcuni particolari curiosi, dai quali si apprende che la lettera, che accompagnava la medaglia era stata preparata da Ini. Aggiunge ohe per la cerimonia della presentazione, il Campello (ohe non aveva partecipato alla seduta del Consiglio comunale della sua città) non si volle recare da Torino a Milano, dove allora risiedeva il generalo
') L. CERRI, Luciano Scarabelli in Bollettino Storico Piacentino, 1956,