Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; ONORIFICIENZE
anno
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1964
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pagina
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363
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U patriziato riminese a Giuseppe Garibaldi 363
Brignone, allegando motivi di salute. Ma la vera causa scrive lo Scarabclli, fu la volontà della moglie che disse netto a me che gli spoletini erano ingiusti dando tanto al Brignone e nulla al Campello che aveva fatto ben più: suo marito non andrà mai ad eseguir tal commissione . Un risentimento familiare molto umano. In un altro raro opuscolo contenente alcune epigrafi dello Sca-rabellì con una sua prefazione dedicata all'amico abate Francesco Rossi, leggiamo, poi, alcune altre notizie su questa cerimonia in onore del Brignone concretata nella coniazione e nella consegna della medaglia di cui ci auguriamo esistano ancora esemplari. Lo Scarabclli ne dà anche una descrizione, ma poco chiara. Comunque sappiamo che la medaglia recava gli stemmi del generale e della città di Spoleto, sovrastata dalla Corona civica e circondati dalla leggenda: A Filippo Brignone generale. Nell'esergo: Eletto patrizio spoletìno e nel rovescio entro due rami di alloro* la dicitura: Per le adoni vittoriose in prò d'Italia neWUmbria - XXI Luglio - MDCCCLXI.
Oltre alla lettera dedicatoria sono da attribuire allo Scarabclli anche le iscrizioni della medaglia *) offerta al generale.
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Alcuni altri casi analoghi meritano di essere segnalati. Il conferimento, singolare sotto certi aspetti, del patriziato riminese al generale Giuseppe Garibaldi, non è l'unico, anche se office per il tempo e per la personalità onorata, la possibilità di esporre considerazioni interessanti che svilupperemo in seguito.
Dobbiamo anzitutto ricordare il generale Raffaele Cadorna, che nel "66 ebbe l'ascrizione alla nobiltà fiorentina su deliberazione del Consiglio Comunale della città del 25 aprile 1860 e poi quella alla nobiltà romana il 31 dicembre 1870. Evidentemente la prima concessione l'ebbe in qualità di generale dell'esercito toscano nel '59 e di ministro della guerra, la seconda, ovviamente, per la presa di Roma. Successivamente, dal re Vittorio Emanuele II, ebbe il titolo di conte con decreto 16 dicembre 1875.2)
Analogamente deve dirsi di colui ehe ebbe forse la maggiore titolatura araldica tra i militari sardi o italiani, il generale Eurico Cialdini; egli ebbe infatti, la più alta qualifica nobiliare con il conferimento, da parte del Re, del titolo di duca di Gaeta (R. D. 18 dicembre 1870). Il titolo gli fu concesso quando il Cialdini risiedeva a Madrid quale ambasciatore del Regno d'Italia in Spagna, dove Veelal dei titoli nobiliari e cavallereschi aveva uno speciale valore.
*) L'opuscolo (Milane, Ci velli, 1865) al quale faccio riferimento, si può cosi descrivere: LUCIANO SCAHABEU.I. M Gen. Filippo Brignone per la medaglia commemorativa del patriziato decretatogli dalla città di Spoleto per i fatti d'arme (1862). Un esemplare si conservo presso la Biblioteca Comunale di Piacenza. Ho pubblicato sulla Rivista Araldica (1963) il testo della delibera del Comune di Spoleto e dell'indirizzo del Campello e dello Scora belli.
2) Per questi atti vedi: V SPRETI, Enciclopedia storico nobiliare ituliana, Milano, 1928, sgg. alla voce Cadorna ; ivi anche per gli altri nominativi citati più avanti. Cfr. nuche 6. B. CnóLtALANZA, Dizionario blasonico storico, Pisa* 1886-90.