Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; ONORIFICIENZE
anno <1964>   pagina <364>
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Emilio Nasalli Rocca di Cornoliano
Ma il Cialdini ebbe un'altra distinzione nobiliare, il titolo di patrìzio di Fisa: non abbiamo potuto accertare esattamente la data della concessione, ma sappiamo quella della conferma (o riconoscimento) da parte del Re (R. D. 13 gennaio 1871). fatto interessante sotto l'aspetto giuridico araldico, che non appare in altri casi. Esso si spiega anche perchè in quel periodo gli atti di riconoscimento nobiliari si vollero consolidare in una apposita legislazione (anche con la costi­tuzione della Consulta Araldica) che facesse preminenti i diritti regi e togliesse craelle facoltà che prima spettavano, fondamentalmente, alle città. Ignoriamo perchè proprio Pisa abbia conferito al Cialdini questo onore patrizialc; certa-mente egli volle essere sepolto in quella città, che gli doveva essere cara, accanto alla consorte appartenente ad una nobile famiglia spagnnola.
Anche altre personalità del campo militare ebbero segnalazioni nobiliari. Cosi dicasi del generale conte Chiabrera Castelli ' ) di antica famiglia alessan­drina (da un ramo di essa, portatosi a Savona, discese il poeta Gabriello). Fu un valoroso combattente nel 1848, nel *54 in Crimea, nel '59, dove si distinse neEa battaglia di Palestro, nel '60 e nella campagna contro il brigantaggio. Sap­piamo che ebbe la cittadinanza onoraria di Messina (1861), dell'Aquila (1863), di Ancona (1870) e che fu ascritto al patriziato ereditario di S. Leo dal Mon-tefeltro nel 1870. Questa fu certamente una delle ultime ascrizioni a patriziati minori in ordine cronologico, ma non sappiamo se essa ebbe poi la conferma regia come avvenne per il Cialdini; nel 1865 il Chiabrera aveva avuto dal Re il conferimento del titolo di conte.
Si potrà altresì ricordare il generale Federico Menabrea, già nobilitato il 30 dicembre 1843. Creato conte il 9 novembre 1861, fu elevato nel 1865 al titolo di marchese di Yaldora per avere organizzato la difesa di quella valle nel 1859. Nel 1868 ottenue anche il patriziato della Repubblica di San Marino.
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Pochi certamente sono a conoscenza del fatto che, nel novero di queste concessioni di nobiltà patrizialc da parte dei Consigli Comunali a personalità italiane particolarmente benemerite per fatti politici o per fatti d'arme, va ag­giunta anche quella del generale Giuseppe Garibaldi. Egli conseguì, in un mo­mento di particolare tensione generale e locale, nel 1859, l'ascrizione al patri­ziato della città di Rimini. Debbo la prima segnalazione alla cortesia del dott. Carlo Maria Tiscornia, che ne ha colto un accenno nel noto Dizionario nobiliare di Giovanni Battista Crollalanza. Ecco il documento ufficiale del conferimento, conservato negli atti del Consiglio municipale di Rimmi, anno 1859.2)
') Vedi su di lui un articolo di E. COLLA, in La Provincia di Alessandria, giugno-luglio 1962. Ringrazio il conte Gustavo di drappello della cortese segnalazione.
2) Archìvio Storico Comunale di limimi. Ringrazio il dott. M. Zuffa della cortese trascrizione dei documenti.