Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <375>
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sua rotazione sullo statuto, *) presenta un quadro notevole ed interessante della storia amministrativa; locale. Trattasi di due istituti dipendenti dagli Ospizi civili, degli esposti e delle esposte. Fin dal '68 si era discusso se togliere la ruota entro la quale venivano depositati i bimbi abbandonati dai genitori* U relatore Galli sosteneva che era un incentivo per gli inonesti genitori a sbarazzarsi del mantenimento dei loro figli legittimi mettendoli a carico della Società .2> Altri, invece, temevano di aumentare gli infanticidi. Il Galli insisteva sulla sua proposta citando i casi di Milano, Torino, Firenze, Modena, dove la soppres­sione della ruota non aveva aumentati per nulla gli infanticidi; a Piacenza, col sistema in vigore, il numero degli esposti era in continuo aumento e dai 243 del 1856 si era arrivali a 316, con mortalità dell'87,09 . L'uso della ruota veniva, cosi, tolto nel '72. Quanto alle esposte, l'Ospizio era una specie di reclusorio di giovani malcontente, inutib' a sé e alla società;3) meglio lasciare lìbere le famiglie che le adotta [vano] ed alle loro amorevoli cure , perchè potes­sero lavorare come operaie o contadine trovando sostentamento non nella elemosina, ma nei frutti delle loro fatiche.4)
La politica sociale-economica governativa e le autorità amministrative non avvertivano' le esigenze della classe lavoratrice, o, peggio ancora, non ritenevano quest'ultima capace di una coscienza politica propria. H lavoro era ancora, e prevalentemente, considerato strumento al servizio dello Stato. Si guardava con timore agli scioperi, alle rivoluzioni, all'orientamento indi* pendente del mondo operaio, anziché affrontare la nuova componente sociale in movimento.
Nel Parmense l'associazionismo operaio si diffuse subito dopo il '60, ma non si interessò al socialismo. Soltanto una minoranza mazziniana aveva idee generiche sulla rivoluzione sociale e tendeva al movimento repubblicano. Erano, del resto, associazioni artigiane piuttosto che spiccatamente operaie industriali. Il Congresso delle Società democratiche italiane tenuto in Parma nell'aprile del '66 con la presenza di rappresentanti di Milano, Brescia, Pavia, Parma e Faenza, *) lasciava intrawedere varie tendenze. Yi era la destra garibaldina con il suo parlamentarismo radicale e con le associazioni democratiche, fra le quali le società operaie. Le associazioni unitarie, e i Comitati di provvedimento nella riunione del gennaio '62, si erano rose con le Società emancipatrici presie­dute da Garibaldi, ohe aveva accettato per eliminare il dissidio sorto fra i partiti. Il garibaldinisaio era vivo nel Parmense e nel Piacentino durante il decennio '60'70; si differenziava dai mazziniani, coi quali si era stabilita una tregua nel '61'63, tregua che era durata poco: la divisione si acuisce proprio nel '66, quando troviamo anche una tendenza di estrema sinistra destinata ad un ruolo preminente nel futuro. L'Alleanza Repubblicana di Mazzini si scontrava fin d'allora con la Prima Internazionale socialista, la quale, però, aveva scarse aderenze in Emilia e pochissime nel Parmigiano.
l> Atti, cit, 1872, , p. 48-83. Ibidem, p. 119. *) Ibidem, p. 120. *) Ibidem.
I) Società democratiche italiane. Riunione dei suoi Rappresentanti in Parma, 1866, A. S. P.,A,Q. P., Fa., B. 30. Gazzetta di Parma, 5 aprile 1866.