Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <376>
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Giuseppe Betti
Nella rivolta contro la tassa del macinato* in vigore dal dicembre '68 i contadini e i braccianti parmensi, come quelli di Reggio Emilia e Bologna tumaitavano esasperati;l) mentre si notava solo irrequietezza nel Piacentino. Gli operai cittadini, però, rimanevano fermi e ciò favoriva il controllo della situazione; non si notava la presenza di una organizzazione socialista, né baku-niniana, né marxista. Fino dal '70 era evidente, però, la tendenza all'opposi­zione contro i datori di lavoro, alla lotta di classe.
Il centrismo mazziniano e la destra garibaldina orientavano la stampa socialista piacentina nel decennio 1860-70. L'Operaio piacentino, uscito il 6 gen­naio del '67, lamentava che, pur essendovi anche in Piacenza Centri popo­lari e Società operaie, nelle quali si educava il popolo e lo si istrui­va , mancava un organo ufficiale che facesse conoscere le necessità operaie, che si riassumevano in Pane, lavoro, moralità, istruzione .2) Occorreva dire la verità, richiedere dal Governo protezione e aiuti per la classe lavoratrice, combattere su tutti i terreni. I mezzi suggeriti non dovevano essere ispirati menomamente ad idee di socialismo e di comunismo ,8) ma consistere in un equo compenso del lavoro, in una equa ripartizione delle tasse, in cooperative tanto utili agli operai , né si trattava di essere antigovernativi o di se­minare zizzania,4) bensì di togliere la disoccupazione, diffondere l'istruzione e la previdenza. L'apatia cittadina, che aveva sempre un sogghigno di scherno per il proletariato, doveva persuadersi della coscienza e delle opinioni operaie. L'unione era la forza che si perfezionava coll'idea di giustizia, dalla quale dove­vano sorgere Banche popolari, Casse di Risparmio, Società di Mutuo Soccorso, le Vere basi che davano progresso e miglioramento .5)
La redazione dell'Operaio salutava anche l'apparire del giornale Progresso, nell'agosto del '67, che si presentava come Giornale del Popolo con pro­gramma nettamente mazziniano. Esso propugnava l'abolizione di una religione ufficiale, l'abolizione della mano morta, la sostituzione degli istituti di benefi­cenza con le Società di Mutuo Soccorso, l'istruzione popolare gratuita, l'auto* noinia piena delle amministrazioni locali. Voleva tenere alto in provincia il vessillo della Libertà e della Democrazia da parte di popolani per nascita e per elezione .6) Nel *69 usciva l'Agitatore redatto dal Pandini e stampato a Lodi.7) Esso innalzava la bandiera repubblicana con il motto significativo del Partito d'Azione Uguaglianza, Libertà, Giustizia . H direttore Aristide Sal­vatori, nativo di Prosinone, laureato in lettere, era stato sorvegliato dal Governo pontificio, aveva seguito Garibaldi ad Aspromonte, partecipato alla guerra del *66 e al centro d'insurrezione in Firenze. Assai caro all'Eroe per i suoi pro­getti rivoluzionari, era stato, invece, relegato a domicilio coatto in Piacenza dal Governo italiano. Sollecitato dal Canaio, riusciva ugualmente a costituire una Società di Reduci delle patrie battaglie e a stampare il giornale, in appog­gio al movimento repubblicano. Egli intendeva preparare il popolo ad essere
W A. S. P., A. G. P.t Po., B. 50.
3) JJ'Operaio piacentino, n. 1, Piacenza, 6 gennaio 1867.
3) Ibidem.
*.' Ibidem, ii. 5, Piacenza* 2 giugno 1867.
5J Ibidem, u. 16, Piacenza, 18 agosto 1867.
<*J // Progresso, n. 1, Piacenza, 15 ugosto 1867*
') L'agitatore, n. X, Lodi, 12 giugno 1869.
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