Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <377>
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Gii ùnsi del socialismo parmensà-piacentino (18701875) 377
l'applioatore ilhiniinato di quei veri sociali che dovano fare l'umanità in una epoca non lontana, prospera, libera e felice.1) Per il Salvatori il comunismo significava distrazione delle Società e nemmeno era da seguirsi il socialismo. Egli voleva una riforma sociale che bandisse il parassitismo, assicurasse al povero un giusto compenso, accettasse il punto di partenza per modificarlo . * La polemica era condotta contro il Corriere Piacentino, perchè espressione dei liberali moderati, ma anche contro il Progresso* giornale che era pronto a calare nel sepolcro con l'epigrafe: Qui giace un giornale che avendo il colore de1 gamberi cotti, si credette rosso, e per essersi battezzato col nome di Progresso, progressista .3) Era forte anche l'opposizione ai membri del Consiglio provin­ciale, tra i quali il Salvotti, tipico capo della consorteria che dai primi tempi del Nuovo Regno ad oggi ebbe l'aria in questa città di rappresentare esclusiva­mente il governo che gli aveva dato intiera balia sovra tutta la provincia.4) Si constatava che ì dieci anni corsi dal '59 sviluppavano e maturavano negli intelletti una nuova sorta d'idee.6) Se il socialismo era la meta d'attrazione dell'umanità, questo andava inteso come il problema delle moltitudini disere­date , le quali lottano di continuo con la miseria, mentre sono forzate ad assistere alle pazze scioperataggini di una classe privilegiata.*) Si doveva credere che il fondamento del vivere civile fosse non tanto nell'educazione na­zionale, quanto nel modo come l'istruzione è impartita .7) H monopolio e l'usura erano le cause di squilibrio sociale ; anziché ricorrere alla proprietà collettiva o al comunismo, però, s'imponevano provvedimenti adatti a rendere generale la proprietà privata e a fecondarla . 8) Ed il governo doveva volgere la sua savia attenzione sui rapporti tra il capitale e la mano d'opera 9) per un salario proporzionato al lavoro. Si dovevano evitare rapporti ostili sia verso i produttori, sia verso il lavoratore. Con una falsa libertà di commercio la vera anarchia morale era portata nel campo dell'economia pubblica .10) Levare ad un piccolo industriale il 30 o il 40 , fare incetta di grano perchè il prezzo salisse ed il popolo venisse affamato, non era Commercio, ma libertà bastarda .lx)
Vita economica cittadina, amministrazione comunale e provinciale, istituti bancari, società di consumo e di Mutuo soccorso, movimento e richieste dei lavoratori attiravano continuamente l'attenzione. Veniva mantenuto il collega­mento col movimento repubblicano lombardo tramite la Plebe e VOsmodeo, giornali repubblicani lodigiani, per i quali la direzione de L'Agitatore raccoglieva adesioni. Nel gennaio del '70 il Ministro dell'Interno avvertiva i prefetti che nelle provincia? dell'Emilia il Comitato, dell'Alleanza repubblicana distribuiva
J;) Ibidem.
2) L'Agitatore, n. 3, Piacenza, 19 giugno 1869. *) Ibidem, n. 1, Piacenza, 1 gennaio 1870. ) Ibidem,
5) Ibidem, v. 3, Piacenza, 8 gennaio 1870.
6) Ibidem, n. 5, Piacenza, 15 gennaio 1870. "0 Ibidem,
8) Ibidem, n. 12, Piacenza 9 febbraio 1870.
*) Ibidem, ) Ibidem, M) Ibidem.