Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <389>
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Gli inizi del socialismo parmnse-piacentino (ftf-]87)i 389
in Francia, e quello dei mazziniani di estenderlo all'Italia contro la Monarchia per sostituirvi la Repubblica. Il progetto sembrava osteggiato dalla Massoneria e dagli internazionalisti . l) Intanto venivano inviti dàlia Lega democratica veneto-mantovana s) con il giornale La Provincia fiancheggiatore do la Favilla. Il programma era quello degli internazionalisti e dei mazziniani. TI metodo adottato evitava assolutamente l'impedimento dirimente di qualsiasi preva­lenza: il federalista, l'unitario, U socialista che si trovavano insieme a parità di condizioni, e fuori dei confini della lega sostenevano la propria dottrina contro la dottrina degli altri .8) Come già abbiamo visto, attivi e saldi1 erano i rapporti con la sezione di Lodi certamente la più compatta e disciplinata di quello non lo sia stato mai quella di Milano. Là il partito ha trovato un abile capo nella persona del Bignami . '*) A Milano, invece, dopo la morte del Pezza che era l'anima degli internazionalisti il partito era disorganizzato. Nel marzo del '73 sembrava che Carlo Marx, o altro personaggio importante del suo partito, dovesse andare a Reggio Emilia per controbilanciare l'influenza dei seguaci di Bakunin . 5) A Reggio Emilia dovevano trovarsi anche il Varlet e il Banet emissari autonomisti già riuniti all'Aia ed il Varlet era al servizio di una casa libraria di Bruxelles dopo avere compilato per un certo tempo il giornale Le Projet. La sezione romana, diretta da Osvaldo Gnocchi Viani era in frequentissime relazioni con codesti aderenti 6) e fra i membri più attivi di essa si segnalava il parmigiano Luigi Piccoli di 47 anni. A Parma risultava che prima del '59 era affezionato al Governo borbonico, poi moderato, quindi repub­blicano. Perduta la stima dei repubblicani si diede al partito clericale, e fre­quentava la casa del noto Ferrari Luigi, escgiardiniere al servizio della Corte borbonica ; era giudicato cattivo padre di famiglia, con vita oziosa, imbro­glione . Più grave la posizione di Luigi Barbieri ') di 3035 anni, piccolo bene­stante e negoziante di vino all'ingrosso* capo della sezione parmense, in relazione col Comitato di Londra. Gli altri membri della Commissione italiana erano Ferrari e Spotti. Si diceva che il Ferrari possedesse gli indirizzi di tutte le Se­zioni dell'Internazionale in Italia .8) A Roma giungeva la circolare della Sezione parmense circa il riordinamento dell'organizzazione emilianaromagnola, ma Gnocchi Viani, scrivendo a Isola dopo lungo pensare, diceva di non ritenerla opportuna. Tale buon progetto quei di Torino lo schernirebbero; quei di Lodi {Plebe) e Mantova (Favilla) lo lascierebbero passare senza mi saluto, impegnati
*) A. S. P., Ispettore Fandico al Prefetto, Panna 7 novembre 1873, n. 58.
2) A. S. P., Pref. di Mantova al Pref. Parma, Mantova 21 novembre 1873, n. 183, A.G. P., Pa.* B. 84, fase. 35,
8) La Provincia, Mantova 30 ottobre 1873, n. 250.
*) A. S. P., Il Pref. di Milano al Pref. di Parma, Milano 16 ottobre 1873, u. 453, A. G. P., Po., B. 84, fase. 32.
s) Comando Carabinieri Legione Bologna, Provincia Parma, 9 marzo 1873, al Pre­fetto di Parma, n. 37.
6Ì A. S. P., Ministro Interno, Homo 22 gennaio 1873, n* 675, al Prefetto di Parma, A.G.P., Pa.y B. 84, fase. 11.
7) A. S. P., L'Ispettore di Pubblica Sicurezza al Prefetto di Parma, Parma 3 feb­braio 1873, A. G. P., Pa.t fase. I, B. 84.
8) A. S. P., Il Prefetto di Parma al Ministro Interno, Parma 2 febbraio 1873, n. 128, A. G. P, Pa B. 84.