Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <401>
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Gli inizi del socialismo parnumse-pi acent ino (18701875) 401
degli attivisti giovanili cattolici bolognesi alle prose col movimento interna­zionalista e spettatore diretto della penetrazione anarchica in Romagna, in­tuiva l'esigenza della presenza sociale cristiana nel popolo e nella classe ope­raia. In esso si distingueva Alfonso Rubbiani, che nel maggio '76 inviava a Pio IX un messaggio per mostrare come nella dottrina cattolica ci sieno appunto le soddisfazioni precise ai grandi voti sociali dell'epoca nostra, ai sogni più. dorati del socialismo .
L'autorità prefettizia parmense era vigile anche sulle associazioni cat­toliche e studentesche. E l'ispettore di polizia Fagandini cosi presentava le Società politiche cattoliche 2) di Parma.
1) Società Cattolica Parmense per il progresso delle buone opere fondata nel 1871, aveva lo scopo di tutelare ogni opera a beneficio del potere tem­porale del Papa e portava scritto sulla bandiera Il fine giustifica i mezzi ; aveva cento soci. 2) Comitato Diocesano per la redenzione dei chierici dalla leva fondata nel 1871 con quattrocento soci. 3) Circolo della Gioventù Cat­tolica costituito nel 1871. Secondo il rapporto professava massime sovver­sive ed [aveva] per scopo la diffusione di libri ascettici [sic, di storia, filosofia ed altri purché conformi alla religione cattolica e contrari alle leggi costi­tuzionali ;3) cento soci. 4) Circolo cattolico costituito nel '68 avente per scopo di far trionfare i principi borbonici clericali e corrompere con i mezzi pecuniari i meno esperti, e per realizzare i loro sogni i componenti non rifug­girebbero da qualsiasi progetto anche il più arrischiato . *) Aveva duecento soci. La massa complessiva di aderenti alle varie associazioni cattoliche non era indifferente. Sembra si trattasse di un'azione in blocco religiosa, aposto­lica, politica, ma non era evidente la nota sociale anche perchè i dirigenti erano nobili, avvocati, cavalieri, e non artigiani od operai.
Nel quinquennio 1870-75, alcuni problemi dominanti s'imponevano alla attenzione generale del mondo cattolico quali il Concilio Vaticano, la deca­denza del potere temporale, la legge delle Guarantigic, il Mon-expeit. Se da un lato no lavasi riduzione del potere politico pontificio ed aumento delle già forti difficoltà nelle relazioni fra Chiesa e Stato, dall'altro cresceva la pos­sibilità d'inserimento nelle questioni sociali, anche per il disinteresse della classe dirigente italiana per i rapporti interni della Chiesa. Infatti il Non expedit era mantenuto per il voto politico, ma abbandonato per le elezioni amministrative.
Il programma del I Congresso cattolico di Venezia del 1874 consigliava di fondare patronati per apprendisti di arti e mestieri, e patronati per gio­vani delle officine, associazioni cattoliche operaie, assistenza agli emigranti e persino insistevano sulla necessità di insegnare il disegno nelle scuole. 5) Le forme tipiche di penetrazione sociale cattolica erano la Società di S. Vin-
J5 A. BUSELLI, Alfonso Rubbùmi e l'Opera dei Congressi, in Quaderni di cultura e storia sodale, n. 1, gennaio 1954, p. 58.
A. S. P., L'Ispettore di Polizia al Prefetto di Parma, Variazione delle Società politiche nel 3 trimestre 1874, A, G. P., Pa., B. 85.
3) Ibidem.
*) Ibidem.
) Atti 1 Congresso Italiano tenutosi in Venezia dal 12 al 16 giugno 1874, Bologna, 1874,