Rassegna storica del Risorgimento

SOCIALISMO PARMA 1870-1875; SOCIALISMO PIACENZA 1870-1875
anno <1964>   pagina <402>
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402 Giuseppe Berti
cenzo de' Paoli Peperà provvidenziale, l'opera per eccellenza ) e le So­cietà di Mutuo Soccorso definite leghe della Chiesa di un tempo . S'inten­deva contrapporre ai rivoluzionari opere e fatti cattolici nel vigoroso senso dalla parola . s) H Rubbiani relatore della questione agraria al Congresso di Venezia osservava che l'emigrazione dei contadini in città era il tra sporto dal campo dei capitalisti al proletariato . 8) Occorreva risanare le campagne con la rivalutazione dell'agricoltura e la sorveglianza rigorosa dei contratti. I cattolici e per primi i cattolici proprietari dovevano ammae­strare nell'equità e nella previdenza sociale. Nel biennio '74-'76 si passava dalle opere di carità, allo stadio dei problemi operai, lasciando nell'ombra l'orientamento caritativeassistenziale fino alla netta impostazione operaia del IV Congresso nel 1877 in Bergamo. In esso s'insisteva sulle unioni cattoliche operaie, sul regime corporativo e la necessità di studiare scientificamente i problemi sociali come già avveniva all'estero. Il Sassoli, relatore, considerava allora il problema operaio come espressione del moderno industrialismo, della pratica liberista, dell'ideologia socialistica. In definitiva il mondo cattolico, raccolto attorno all'Opera dei Congressi, sin dall'inizio aveva dai cristiano-sociali la visione del movimento operaio cattolico, ne rilevava la sua impor­tanza democraticocivile e avvertiva il pericolo che attraverso la concretezza delle questioni trattate si perdesse l'interesse religioso. Più approfondita la questione rurale che non quella industriale e approfondita la crescente in­fluenza socialista. In questi cristiani sociali erano operanti tutte le varie esi­genze che movevano i vari strati cattolici d'allora. Dagli intransigenti si accettava la rigorosa aderenza e stabilità nei principi e la dipendenza dalla Chiesa, dai eonciliatoristi si deduceva l'apporto legislativo e amministrativo utile alla risoluzione del problema operaio. AI timore per la rivoluzione libe­rale e per l'anarchia socialista, si opponeva il movimento operaio cristiano. Le diocesi di Parma, Fidenza, Piacenza, per l'Opera dei Congressi dipen­devano dal Comitato regionale emiliano residente in Modena costituito nel 1879, al quale inviarono le loro relazioni: Borgo S. Donnino dal 1882, Pia­cenza dal 1885, Parma dal 1892. I Comitati parrocchiali si organizzarono in Piacenza nel 1880, in Parma e Fidenza nel 1883. Mons. Domenico Maria Villa, vescovo di Parma, insisteva sull'interiorità della vita cristiana sotto­lineandone gli aspetti sociali esterni quali il riposo festivo e la santificazione della domenica. Mate, prudente, ma risoluto, affermava che Bisogna talora essere indipendenti, ed usare della libertà tanto abusata dai tristi . *) Am­maestrato dalla lotta politica e anticlericale aspra fatta al suo predecessore mons. Cantimorri, pure seguendo con vigile attenzione i rivolgimenti sociali della diocesi, li affrontava mantenendosi strettamente nell'ambito religioso-etico dell'azione pastorale. Nel febbraio del 1872 a mons. Buscarmi, vescovo di Borgo S. Donnino, succedeva mons. Camillo Guindani, che aveva visto in Cremona l'urto di due atteggiamenti contrastanti, dei quali uno era seguito da mons. Novasconi, transigente senatore del Regno, sinceramente convinto
*) Ibidem* p. 36.
*> Ibidem, p. 82;
3) Ibidem, p. 13
*) Indulto per la Quarésima 1873t in Veridico, a. 7,15 febbraio 1873.