Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI ROMA FONDO GALEOTTI; GALEOTTI FE
anno <1964>   pagina <409>
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L'archivio di Federico Galeotti 409
Quinta cartella*, è formata da quattro fascicoli, contenenti solamente 102 lettere, più sei fascicoletti delia corrispondenza tra Federico e il figlio Publio, ingegnere e ufficiale del Genio nell'esercito regio durante l'esilio del padre dal 1850 in avanti. Completano la cartella 71 lettere al Ministro di Grazia è Giustizia Federico Galeotti del periodo 1848-1849 e 31 lettere scambiate fra Federico e la suocera Lucia Ciampi. I documenti di questa cartella subi­rono l'offesa degli eventi bellici del 19401945 per il saccheggio della villa Galeotti presso Perugia.
Questa la descrizione sommaria delle carte che la cura di Federico Galeotti nipote ha gelosamente conservato.
In una prima scorsa a questi documenti, prima di iniziare la schedatura del nuovo fondo archivistico che viene ad arricchire la raccolta documen­taria sulla Repubblica Romana del 1849 conservata dall'Archivio Capitolino, la mia attenzione si è fissata sulle otto lettere dello Sturbinetti, che fu sena­tore di Roma nel 1849, personaggio che io amo particolarmente, per essere egli anche stato, già avvocato, allievo e premiato nel concorso Balestra indetto dalla Romana Accademia delle Belle Arti detta di San Luca per Tanno 1829, *) vincendo il premio per l'Architettura.2) LUIGI PIBOTTA
]) La lettura di questi autografi dell'cx-Senatoie di Roma fa risaltare l'ansia, a volte angosciosa, che opprimeva l'esule, desioso di avvicinarsi il più possibile a Roma. Egli insiste perchè il Galeotti parli o faccia parlare al rappresentante della Santa Sede a Firenze: anzi scrive una lettera a Monsignor Massoni (singolare nome per un alto prelato, per di più diplomatico, se ci portiamo in quell'infuocato periodo storico...), pregandolo di adoperarsi in suo favore, lettera che il Galeotti non potè consegnare al destinatario, per motivi che ci sono ignoti. Se non credete di presentargli le due righe che vi consegnai, potreste in altro modo vederlo..., prega ancora lo Sturbinetti l'8 dicembre 1849. Non lesina sentimenti di gratitudine al sig. aw. Pini , che sembra essere stato magna pars nelle pratiche per l'ammissione delio Sturbi netti in Toscana. Interessante è anche la notizia data al Galeotti sul pensiero e sulla politica del Segretario di Stato cardinale Antonelli: ...Il card. Antonelli interpellato da Giordani su la contrarietà usata dal Governo Romano alla mia ammissione in Toscana, rispose non comandare esso nello Stato Toscano, e che se cotesto Ministero voleva ammettermi, non era difficoltà per parte loro... (28 ago­sto 1850). Il tono delia lettera del 20 settembre 1850 è più sollevato, ed è quasi allegro, poiché vi si parla di una forma di cacio del Sansoni (che pare non fosse arrivata a desti­nazione...). In questa lettera appare il galantuomo e il gentiluomo Sturbinetti: egli dice che non mi sono presentato a questo Console perchè non parevami conveniente che io .gli parlassi di me, ed ho procurato fosse officiato da un amico, quantunque la mia condotta non potesse lasciare equivoco per una informazione corrispondente . Ringrazia ancora il Galeotti e il Pini delle prattJche fatte per la mia ammissione in Toscana e precisa, con cortese onestà, se vi sarà possibile vedere Monsignor Massoni gli direte che io sono grato per il proponimento di non opporsi, e che di questo soltanto lo pregavo nella lettera che non volle ricevere da voi, avendo bastevole riguardo alla sua posizione per non abusare menomamente di qualsivoglia relazione personale... . La lettera del 12 agosto 1851 è interessante, fra l'altro, per... la crisi degli alloggi in Genova: alloggi mobiliali, come gli Privili cercavano, per fuggire l'orrore delle locande . Su Sturbinetti vedi CKCCARIUS, F. S. senatore detta Repubblica Romana, in Roma, 1933, nn. 7-10; A. M. G., A proposito di F. S.t in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXI (1934), pp. 183185.
*) L. PIKOTTA, Francesco Sturbinetti, Senatore di Roma, allievo deWAccademia di S. Litca, in Capitolium, rassegna del Comune di Roma, anno XXXV (1960), n. 3, pp. 21-23.