Rassegna storica del Risorgimento

DE CAPRARIIS VITTORIO
anno <1964>   pagina <412>
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Amici scomparsi
caso: che appunto quei nesso tra storia e politica che già ai è detto come fosse fortemente avvertito da de Caprariis, doveva renderlo sempre pia sensibile a questa tipo di problemi. L'interesse politico non era per lui quello generico di uno studioso pur attento alla vita e ai problemi del proprio tempo: ma compor­tava un impegno diretto nella battaglia politica, fatto di meditazioni sui grandi problemi della struttura democratica e dello schieramento politico, ma anche di interventi puntuali e continui nella polemica giornalistica, di prese di posi­zione decise nella vicenda politica di ogni giorno. E non ai intenderebbe neppure lo storico al di fuori di questo impegno. Il quale ebbe certo una parte preminente nell'orientare gli studi di de Caprariis verso i problemi dei secoli più recenti, che occuparono un posto dominante nelle sue ricerche degli ultimi anni. In verità scriveva nella prefazione al suo volume di studi tocquevilliani (Profilo di Tocqueville, 1962) non è a caso che, dopo aver studiato quasi senza inter­ruzione per circa quindici anni la storia delle idee politiche e della cultura del­l'Europa cinque e seicentesca, mi sono volto negli ultimi due o tre anni alla sto­ria del secolo decimonono... Pur senza indulgere a nessun compiacimento auto­biografico devo riconoscere francamente che sono state le sollecitazioni del pre-eente ad orientare, sia pure provvisoriamente, in altre direzioni i miei studi . Erano le sollecitazioni che derivavano dalla . crisi dell'ideologia democratica , dal singolare depotenziamento che la tradizione politica liberale ai è trovata a subire nell'ultimo decennio : ed erano queste medesime sollecitazioni che sti­molavano l'interesse di de Caprariis per la storia degli Stati Uniti, teatro di un esperimento liberale e democratico di gigantesche dimensioni, in cui, come già aveva insegnato Tocqueville, i grandi problemi della democrazia moderna pote­vano essere studiati nei loro termini più vasti e più complessi* Alle indagini sulla storia degli Stati Uniti de Caprariis contribuì, negli ultimi anni, con ini­ziative editoriali, come la collana di storia americana realizzata, in gran parte per opera sua, dalla casa editrice Il Mulino , e con studi di cui l'esempio più. significativo è l'amplissima introduzione premessa al volume di C. L. Becker, Storiografia e politica (1963). Già in questo titolo è dato cogliere la costante presenza di una problematica legata a fondamentali esigenze di pensiero, che si rinnovavano a contatto con esperienze e mondi culturali diversi, pure restando unite da una fondamentale coerenza: una coerenza che restava intatta anche nella più avvertita sensibilità alle aporie e ai problemi non risolti che il Becker eoi suo acuto scetticismo era atto, come pochi, a mettere in luce.
Ma non sarebbe giusto ricordare l'attività politica di de Caprariis solo in funzione ausiliaria della sua opera di storico. Certo, storico egli fu e volle essere in primo luogo, e come tale tenne alto il suo posto nella vita accademica e uni­versitaria italiana: ma l'attività di editorialista e saggista politico che per vari anni egli svolge sul Mondo e su Nord e Sud, l'impegno della sua pole­mica culturale, il suo coraggio della impopolarità e la capacità di resistere alle suggestioni e alle mode correnti, danno alla sua figura di scrittore politico un suo proprio e autonomo significato. Dalle sue posizioni politiche dissenta chi vuole: ma non ai potrà disconoscere la generosità, l'impeto e l'efficacia di una presenza che da sola testimonia la forza di una eccezionale personalità intellettuale e morale. Incurante com'era dell'altrui plauso, suscitò anche avversioni e contrasti accesi, accanto ai consensi e alla ammirata solidarietà di chi gli fu vicino. Ma certo non fu uomo da lasciar indifferente ohi con lui si incontrò o anche ai scontrò, durante la breve stagione che gli fu concessa.