Rassegna storica del Risorgimento

DE CAPRARIIS VITTORIO
anno <1964>   pagina <414>
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LIBRI E PERIODICI
ISTITUTO DELLA. ENCICLOPÉDIA. ITALIANA, Dizionario biografico dogli Italiani; voi. 5; Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1964, in 8, pp. 794. L. 14.000.
Dopo cinque volumi, la fisionomia del Biografico si va facendo più netta, e abbiamo ormai la visione di due precise direttrici lungo le quali l'opera si muove in maniera siste­matica. L'una tende a fornire un buon numero di voci piccole cui sembra che presto si aggiungeranno altre, sommarie, in un apposito repertorio le quali, riguardando per­sone distintesi nei più. diversi campi della vita sociale e culturale, hanno carattere di so­stanziale novità rispetto a ciò che era dato saperne attraverso dizionari ed opere correnti. L'altra dà luogo a monografie di una certa dimensione talora veri e propri robusti sag­gi dove il significato del personaggio e l'approfondimento della ricerca svolta consentono, al di là del semplice profilo, uno studio storico di maggior peso.
Dobbiamo rammaricarci del fatto che per seguire questi criteri non si sia andati fi­nora al di là del gruppo di nomi Bacca-Baratta, e che altri due volumi occorreranno prima, che si inizi la lettera C ? Rispondiamo subito che, mentre ci auguriamo che lo sforzo-dei collaboratori e dell'editore si moltiplichi in modo tale, da abbreviare i tempi del succe­dersi dei volumi, non ci sentiremmo perciò di rinunciare allo svolgimento ampio, e quasi mai generico o troppo discorsivo, delle voci, quale ora viene adottato. Si pensi all'impor­tanza per lo storico moderno dei ritratti dedicati in questo quinto tomo a uomini del Cinque e Seicento, come Benedetto Bacchini (À. Momigliano), Francesco Bachod (F. Fonzi), i Badoer, i Baglioni (R. Abbondanza), i Balbani (G. Miani), Filippo Bai din ucci (S. Samek Ludovici), Matteo Bandolio (N. Sapegno), Baccio BandincUi (M. Hirst). Oppure, per ve­nire al Settecento, si pensi ai toscani Sallustio e Angelo Maria Bandirà (M. Mirri, M. Rosa) e Pompeo Baldasseroni (R. Mori), ai veneti Giorgio Baffo e Pietro Ballerini (G. F. Tor-cellan, 0. Capitani), al piemontese Carlo Francesco Badini (G. Busino), ai meridionali Gennaro Baccher (N. Cortese), Pasquale Baffi (A. Petrucci) e, per quanto sarebbe da clas­sificarlo piuttosto fra i cosmopoliti, Giuseppe Balsamo detto Cagliostro (C. Francovicb).
Ma non è il caso di svolgere qui un elenco, neppure per sommi capi, né domandarsi se-per qualche singolo personaggio o famiglia notabile non si sia qua e là ecceduto nello spazio* Ci si consenta di ricordare, comunque, che per il XIX e XX secolo trovano posto qui poli­tici come Cesare e Prospero Balbo, imprenditori ed economisti come Domenico Balduino e Riccardo Bachi, scrittori come Antonio Baldini e Antonio Banfi. Il caso ha voluto inoltre che entrassero in questo volume parecchie figure di ufficiali, da Alfredo Baistroccbi e Oreste Baratieri, trattati da Mariano Gabriele, a un militare di tipo particolare come Italo Balbo, evocato da Aldo Berselli, a Federico Baistroccbi, ricordato da Giampaolo Nitri, ad Antonio Baldissera e Pietro Badoglio, entrambi affrontati da Piero Pieri. E proprio su quest'ultima biografia, che impegna una ventina dì colonne del volume, vorremmo soffermarci un mo­mento, perchè essa ci pare un riuscito esempio di valutazione impegnata, ma rigorosa e critica, di un soggetto che per la sua vicinanza potrebbe suggerire alternativamente, a chi scrive, o tendenziosità di parte o ripiegamento nel puro cronachismo.
Per le cariche militari ricoperte in momenti assai delicati, dal 1911 in Libia fino al 1943, ma anche per certo scontroso riserbo e insieme marcata ambizione del suo tempera­mento* nonché per i moli via via ricoperti nella vita politica, Badoglio si presta e si pre­sterà ancora alle polemiche pia accanite* H Pieri non lo dice, ma giù sull'operato di lui in Tripolitania, ad esempio, non mancarono dissensi, e per la prima volta in quell'occasione ai iocomiii'-io a parlare dì nn Badoglio che si copriva abilmente nei propri errori mentre sapeva valorizzare al meglio e attribuirsi i successi. Chi legge potrà trovare del resto una situazione di questo genere descritta dal Pieri, pur senza calcar la mano, là dove parla della