Rassegna storica del Risorgimento
DE CAPRARIIS VITTORIO
anno
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1964
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pagina
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416
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416 Libri e periodici
Stato e animo del Paese, come anche fra massimi responsabili militari e grosso delle forze armate, è il tema centrale che appassiona lo scrittore. Si troveranno in quelle pagine documenti ignorati e racconti diretti di più di un protagonista, come pure tentativi, talora riusciti, di collegare detcrminati fatti tra loro e di comprendere, in particolare, i tempi con cui si determinò lo sfaldamento militare uH'indomani del proclamato armistizio con gli anglo-americani, così come si troveranno rievocate pagine, spesso ignote, di orgoglio e di riscossa di alcuni. Eppure il lavoro, appena lo si guardi con più attenzione, appare inficiato da serie debolezze proprio sotto il profilo storico. Non soltanto il racconto indulge molto al colore, allo sdegno, all'esclamazione ciò che può essere semplice questione di gusto ma troppo spesso l'atteggiamento critico vi fa difetto: diremo solo di due testimonianze fondamentali, quella di Valerio Borghese e quella dei familiari del generale Bellomo, assunte in blocco per buone, col risultato di fare del primo quasi un casuale e bonario aderente al regime di Salò e di creare intorno alla fine della bella figura del secondo sospetta che appaiono eccessivi e romanzeschi, quando manchino proporzionati elementi a conferma. Chi ama la precisione, chi crede nella distinzione fra le parole del documento e quelle dello storico, è poi qui sconcertato dalla mescolanza di materiali originali con giudizi d'autore, condotti alla maniera del pastone di un quotidiano, come pure dai criteri adottati nelle appendici e in ispecie in quella dove, sotto il titolo di e testimonianze , una serio di importanti deposizioni di protagonisti sono tagliate e cucite tra loro senza alcun criterio obiettivo. Senza contare i frequenti e gratuiti errori di fatto, qui dei Bersaglieri che dopo qualche pagina diventano valorosi alpini, là una carica o una data che non tornano: cose che abbiamo notato semplicemente in prima lettura, ma che si potrebbero sistematicamente verificare.
Questioni di poco conto? La narrazione fila egualmente? Ma noi crediamo appunto che non tutti i libri si possano scrivere allo stesso modo. In Zangrandi c'è la pretesa di un'opera di ricostruzione storica, sia pure con tutti i limiti frapposti dalla segretezza di gran parte della documentazione ufficiale, e si vorrebbero ottenere risultati analoghi a quelli di altri libri giustamente andati in questi anni per la maggiore anche in Italia, come quelli dello Shirer e del Deakin. Poi di fatto ci si muove su tutt'altro terreno, essenzialmente memorialistico e pamphlettistico, non ci si distacca dalle tonalità tipiche dei molti scritti usciti, per difendere o per accusare, all'immediato indomani degli avvenimenti. Così ad esempio se si vorrà formarsi un'idea, per tornare al nostro personaggio, del maresciallo Badoglio in quei frangenti, si troverà un documento di grande interesse nel testo del discorso pronunciato in Puglia il 18 ottobre 1943 dinanzi a un radono di militari, ma poi il giudizio e l'inquadramento fondamentale risulterà inficiato dal sovrapporsi dell'invettiva e dell'insinuazione sulla massa delie reali azioni e delle reali responsabilità di Badoglio nelle giornate dell'armistizio.
Il lavoro di Zangrandi ci rammenta come sia tuttora difficile fare opera attendibile, storicamente valida, anche se evidentemente soggetta alla possibilità di ampie e forse non lontane revisioni, su argomenti o personaggi così scottanti. Ma il breve ritratto fornito dal Pieri si distingue proprio per lo sforzo costante di sfuggire a questo pericolo. B Pieri lascia trapelare le sue amarezze, le sue passioni, ma riesce a padroneggiarle in nome dello sforzo di accertamento dei fatti per quello che sono, della loro coerente comprensione, ed è per questo che la sua voce nel Dizionario biografico rappresenta una base molto solida per lavori futuri: tra i quali ex attende proprio dal Pieri, per le edizioni Utet, uno tutto dedicato alla vita del maresciallo piemontese. II IHtUmario biografico degli Italiani si e provato con una certa audacia, a dispetto di pregiudizi ed esitazioni ancora diffusi, ad inserire accanto alle altre anche le figure di personaggi cosi recenti e discussi; possiamo dire che lo ha fatto, nei numerosi cari, che si presentavano nel quinto volume, con felice scelta degli autori e dunque con risultato valido: merito non ultimo fra quelli che si va acquistando tale nuovo frutto dell'albero ormai ricco dell'Istituto dell' Enciclopedia Italiana.
ALBERTO CARACCIOLO