Rassegna storica del Risorgimento
DE CAPRARIIS VITTORIO
anno
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1964
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pagina
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419
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Libri e periodici 419
dazione di un organismo politico interamente nuovo, creato appunto come strumento fondamentale per la soddisfazione di quelle esigenze . Talune esigenze erano di natura economica, ma la prima esigenza e la prima aspirazione di tutto il moto risorgimentale (Mazzini, Cavour, Balbo ecc.) fu la creazione di uno Stato nazionale capace di innalzarsi, per usare le parole di Cavour, al livello delle nazioni più. civili . Questo innalzamento presupponeva la rimozione di molti ostacoli (in primo luogo gli ordinamenti politica giuridici della vecchia Italia), la mobilitazione di tutte le forze creative della nazione, la separazione dello Stato dalla Chiesa, la realizzazione dello Stato di diritto. Ora, sebbene la nuova Italia scaturita dalla soluzione monarchica e liberale del Risorgimento non fosse quella vagheggiata da Mazzini, non portasse a fondo il grande conflitto con la Cattolicità , consacrasse il privilegio politico e sociale di una esigua minoranza , distinguesse sempre più le due Itane del Nord e del Sud e instaurasse un ordinamento autoritario ed accentratoro, essa nacque <c come risultato e coronamento dello sforzo e dell'opera delle forze politiche e sociali più mature ed energiche del paese , instaurò una nuova coscienza civile e politica, espresse un ceto di servitori dello Stato, militari, magistrati, insegnanti, funzionari, dignitosamente consapevoli di sé e della propria funzione , una borghesia di professionisti, tecnici e dirigenti economici impegnati a realizzare una società italiana di tipo moderno e dei governi nazionali che, in mezzo a enormi difficoltà, consolidarono l'unità e crearono le premesse per la formazione del moderno apparato industriale italiano . Che se lo Stato liberale falli davanti ai problemi del Mezzogiorno e dèlie campagne e non riuscì a comporre lo squilibrio fondamentale alla base stessa dei rapporti fra lo Stato e la società italiana , ciò non dipese tanto conclude il Romeo da deficienze di uomini e di politica, quanto da difficoltà e da situazioni oggettive. Come il carattere autoritario assunto dall'unificazione soprattutto nel Mezzogiorno non si risolse a danno di forze vive e moderne (queste si sarebbero manifestate solo alcuni decenni più tardi con il movimento operaio e socialista), ma di forze centripete, chiuse e retrograde, cosi il fallimento della politica meridionalistica dei governi unitari (di cui P. Saraceno ha analizzato acutamente le tre grandi direttive) derivò in gran parte dal contrasto oggettivo tra politiche locali e regionali, e l'indirizzo generale di sviluppo della struttura
quindi della politica economica del paese . -,
GIUSEPPE LOCOROTONDO
U unificazione italiana vista dai diplomatici portoghesi (1848-1870), a cura di EDUARDO BRÀZAO, voli. 2 (Fonti, 44, 45); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1962, in 8, pp. XXV-879. L. 15.000.
L'unificazione italiana vista dai diplomatici statunitensi (18381848), a cura di HOWARD R. MARRABO, voi. I (Fonti, 49); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1963, in 8", pp. XXXVI-352. L. 3.500.
Oggi, scrive il Gbisalberti nella Premessa al primo dei due volumi di documenti di diplomatici portoghesi sull'unificazione italiana curati dall'ex ambasciatore lusitano a Roma, Eduardo Brazào, oggi non c'è storico italiano che non si renda conto della necessità di collocare la storia della penisola nel più-ricco e drammatico quadro di quella europea, nella quale si cercano i motivi e le origini, le consonanze e le integrazioni delle correnti ideali, dei mutamenti politici, e sociali, delle reazioni di uomini e di ceti, in una parola del processo osmotico che ha permeato di sé il Risorgimento italiano.
In verità, confrontando la storiografia del cinquantenario con la storiografia del centenario dell'unità d'Italia ai constata come a una interpretazione essenzialmente autoctona e nazionalistica dell'unificazione italiana e a una sua riconsiderazione quasi del tutto circoscritta ai valori territoriali e diplomatici sia venuto a sostituirsi un orienta" mento inteso a sottolinearne soprattutto, oltre allo insufficienze politico-sociali, il significato etico-politico, la portata europea ed anzi mondiale, il collegamento (pressione e