Rassegna storica del Risorgimento
DE CAPRARIIS VITTORIO
anno
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1964
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pagina
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421
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Libri e periodici 421
dei papi e dei papi stessi e alle sue preoccupazioni politiche per le possibili ripercussioni della rivoluzione unitaria italiana sulle aspirazioni unitarie nella penisola iberica e, per la grande repubblica nordamericana, alla particolare natura degli interessi che erano stati alla base dell'instaurazione dei pruni rapporti ufficiali con il Regno di Sardegna e della scelta e del mantenimento di determinate sedi per i suoi rappresentanti, nonché agli interessi che le. facevano auspicare opportuni allacciamenti ferroviari tra Genova e Torino tra Torino e Ginevra e Milano e, magari* un ampliamento adeguato del liberale e liberista Regno di Sardegna.
Poiché, peraltro, gli interessi e le preoccupazioni del Portogallo e degli Stati Uniti, come del resto il loro comune sincero compiacimento per l'instaurazione e il mantenimento in Piemonte del regime liberale-costituzionale, si manifestano in presenza della particolare situazione geopolitica della penisola italiana o in occasione della sua particolare temuta o auspicata che fosse evoluzione ideologicopohco-territoriale, risultano precisati sia i limiti della cosiddetta estraneità dei due Stati atlantici alle vicende italiane, sia la pluri-validità, come fonte storica, dei documenti editi dal BrazSo e dal Marraro.
Questi, oltre che come fonte per una storia portoghese e statunitense delTunificazione
italiana e come fonte per una storia degli interessi e delle preoccupazioni del Portogallo
e degli Stati Uniti a proposito di quella unificazione, potrebbero essere utilizzati come
fonte sussidiaria ai fini della valutazione della coscienza che i contemporanei avevano
di quei problemi politico-economico-sociali sulla cui mancata o differita soluzione si
è creduto di poter fondare la raffigurazione fallimentare del Risorgimento italiano. Non
sarebbe senza interesse, invero, vedere quale sostegno ì rapporti dei portoghesi visconte
de Moura. conte de Alte e visconte de Castro e dei nordamericani Niles, Rogers, Baber
e "WìcHiffe, cioè di osservatori politici stranieri, possono fornire alle tesi storiografiche
di coloro che, sottovalutando difficoltà, ostacoli e pericoli obiettivi, fanno risalire la
soluzione oligarchica, autoritaria e piemontese del Risorgimento alla consapevole volontà
egoistica e rinunciataria dei moderati.
GIUSEPPE LOCOBOTONDO
Atti della Commissione Gitdini per l'ordinamento temporaneo della Lombardia (1859), a cura di NICOLA RAPONI (F.I.S.A., Atta Italica, II); Milano, Giuffrè, 1962, in 8, pp. LY-34'0. S. p.
Il periodo di trapasso dagli Stati preunitari a quello unitario e oggi spesso scelto come il terreno più adatto per quelle ricerche sulla storia delle istituzioni politiche, amministrative e civili, finora alquanto trascurate dalla storiografia contemporanea. Prova del sempre crescente interesse rivolto dagli studiosi a tale settore di ricerca è la pubblicazione degli Atti della Commissione Giulini, curata con competenza e rigore da Nicola Raponi. Di tali Atti ai conoscevano soltanto le minute (conservate a Milano presso l'archivio dei marchesi Crivelli, eredi del Giubili), che erano state in parte utilizzate da due modesti storici del risorgimento lombardo, il Pagani ed il De Dominicis. li Raponi ba individuato altre due copie delle minute nell'archivio Ca mozzi-Gamba di Bergamo e ba trovato buona parte del testo ufficiale tra le carte riguardanti il governo della Lombardia nel 18S9, nell'archivio degli Esteri. L'edizione è condotta sul testo ufficiale, integrato, per le parti mancanti, dalle minute ed è commentata da note pertinenti ed essenziali. Opportune le due Appendici' nella prima vengono ripubblicati i più importanti decreti che, emanati nel periodo dell'effettiva autonomia lombarda, furono ricalcati sui progetti elaborati dalla Commissione; nella secondo è raccolta tutta una serie di documenti, tra i quali il più importante è il memoriale del Correnti, he, pur non riflettendo direttamente i lavori della Commissione, è ad essi strettamente connessa.
Nell'imminenza della guerra ed in vista della probabile liberazione della Lombardia, a Torino si era ritenuto opportuno preparare un progetto di organizzazione amministrativa che servisse nel periodo di passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. L'elabora-