Rassegna storica del Risorgimento

DE CAPRARIIS VITTORIO
anno <1964>   pagina <432>
immagine non disponibile

42 Libif; e periodici
giolittiaiui, espongono e propongono lince d'indagine intorno allo sviluppo economico italitino, ina prescindono o quasi dalla problematica sollevata dallo scltema proposto da Risorgimento 0 capitalismo, anche se, necessariamente, In sottintendono.
R. S. Kclcaus vaglia à dati disponibili sulla situazione dei diversi settori e delle diverse zone dell'economia italiana, esamina alcune questioni generali concernenti lo sviluppo economico ed indica alcune cause specifiche del crescente divario economico tra Nord e Sud dal 1860 al 1914.
Il Cafogna Imposta il problema della creazione di uno base industriale in Italia come problema della penetrazione dell'Italia nell'arca industrializzata internazionale. Pertanto i fattori dello sviluppo industriale italiano (sviluppo dell'industria tessile, impiego dell'energia elettrica, creazione di una siderurgia a ciclo integrale, sviluppo del settore meccanico e comparsa di industrie nuove), nonché l'aziono propulsiva dello Stato e dell'alta banca, sono da lai analizzati in base al nuovo quadro condizionale di una ind u-strinlizzazione creato dalla fase di sviluppo capitalistico mondiale in atto negU anni a cavallo del passato e del presente secolo.
Ma un vero saggio è anche l'ampia introduzione del Caracciolo, che, oltre ad inqua­drare i problemi trattati dagli autori rappresentati nella raccolta, espone il punto di vista di altri studiosi dello sviluppo economico i t aliano e delle teorie dello sviluppo in genere (cs. V. Lutz, L. Spaventa e P. Saraceno) e soprattutto suggerisce stimolanti ipotesi di lavoro, indicando nella ricostruzione di un trend secolare che parta sin dal Sette­cento la possibilità di rintracciare elementi preparatori o ritardatori di uno sviluppo moderno, come, ad esempio, la distribuzione demografica tra città e campagne e la strut­turazione degli agglomerati urbani.
33 con il Caracciolo si può convenire nel riconoscere che gli scritti da lui raccolti, anche se fossero considerati nulla più che tentativi di approssimazione ad un nodo di questioni bisognoso di nuova e diversa luce, hanno comunque ampliato la e com­prensione della storia e delle tendenze dello sviluppo dell'Italia moderna.
L'augurio peraltro che certo ritardo, rispetto ai progressi dell'impostazione, nelle ricerche empiriche venga presto annullato con l'approfondimento di aspetti 0 problemi peculiari dello sviluppo capitalistico italiano (per esempio, le connessioni di questo con il mercato internazionale, le sue correlazioni con lo sviluppo delle fonti di energia, i legami tra banca e industria, tra Stato e capitalismo privato ecc.) si va già traducendo in realtà. Ne sono una prova, per non parlare di dibattiti e convegni vari gli acuti saggi che G. Are e L. Cafagna vanno pubblicando su e Studi storici e sugli Annali dell'Isti' luto Giangiacomo Feltrinelli. GIUSEPPE LOCOBOTONDO
Mantova. La Storia, voi. Ili: Da Guglielmo III duca alla fine della seconda guerra mondiale, a cura di L. MAZZOLDI, R. GIUSTI e R. SALVADOBI con prefazione di U. NICOLINI; Mantova, Istituto Carlo d'Arco per la Storia di Mantova, 1963, in 8, pp. XV-802. S. p.
L'elegante volume è diviso in tre parti. Nella prima. Da Guglielmo III duca alia fine detta prima dominazione austriaca, dovuta a Leonardo Mazzolili, è seguita con accu­rata minuzia la decadenza della signoria dei Gonzaga e vengono quindi analizzate le fórme e le circostanze della prima dominazione austriaca nel corso del XVIII secolo. Guerre e relazioni diplomatiche dominano il campo della narrazione, che procede serrata e spedita. Un pò* nell'ombra restano i rapporti economici 0 sociali e lo sfondo culturale, circa i quali pure s'incontrano tuttavia numeroso notizie e messe a punto certa­mente utili. Il giudizio dell'autore sui risultati del dominio austriaco nel '700 e estrema­mente duro: Sì chiudeva cosi in modo dal tutto negativo per il Mantovano quel periodo che nella storia del Settecento e chiomato delle riforme . Dall'agricoltura, ferma alle vecchie tecniche, al debole sviluppo commerciale, dall'ignoranza delle plebi all'ignoranza boriosa della nobiltà, tutto spirava tra noi gretto conservatorismo . Giudizio che, mi