Rassegna storica del Risorgimento
DE CAPRARIIS VITTORIO
anno
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1964
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pagina
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433
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Libri e periodici 433
senilmi, difficilmente potrebbe essére esteso a tutta la Lombardia; forse, sarebbe stalo opportuno clic il Mazzolai tentasse un più preciso inquadramento della storia dì Mantova settecentesca, con le sue peculiarità caratteristiche derivanti in parte dalla signoria gou-zaghescu, nel generale sviluppo lombardo.
La seconda parte, Dalla presa di Mantova (1797) alla prima guerra di indipendenza {1848~1849), curata da Renato Giusti, si fonda, come la prima, su copiose ricerche d'archivio, e olire un contributo settoriale di prim1 ordine alla storia risorgimentale, specialmente per quanto riguarda il movimento settario e le cospirazioni. Peccato che il Giusti non riesca talora a sfuggire del tutto alle suggestioni di un certo tono agiografico, che stride con la serietà della sua indagine.
La terza parte, DaUa congiura di Belfiore alla fin detta seconda guerra mondiale, e opera di Rinaldo Saivadori. L'ultima fase della dominazione austriaca vi è analizzata con ampiezza e rigore documentario, mentre tutto il periodo postunitario viene scarnificato in maniera a volte eccessiva, fatto questo che solo in parte può essere giustificato dalla maggiore esiguità e dalla minore accessibilità delle fonti. ALBERTO A.OUAROXE
MASSIMO D'AZEGLIO, I miei ricordi, a cura di MASSIMO LEGNAMI; Milano, Feltrinelli, 1963, in 8, pp. XLV-576. L. 800.
Riteniamo superfluo soffermarci sul valore storico dei Ricordi e sugli intenti educativi che notoriamente si prefisse quel a liberale galantuomo , cosi virilmente e signorilmente distinto fra i suoi contemporanei.
Sull'argomento esistono valutazioni e studi almeno quanto basta per indicare la giusta misura di quel valore ed i vari aspetti di quelle finalità.
Si potrebbe tutt'al più osservare che anche nel nostro tempo può giovare l'ascolto di questa voce che parla direttamente dal tempo lontano, perchè non v'è più limpido accento chiarificatore di quello che snona nella bocca dei testimoni e degli attori, e perchè non è mai chiusa e meno che mai nei giorni nostri l'impresa che ciascuno di noi impone o dovrebbe imporre a se stesso come uomo e come italiano l'impresa cioè di darsi una migliore conoscenza delle patrie vicende passate, per avere una più alta coscienza del presente.
Pertanto la pubbHcazione dei Ricordi azegbani nella ben nota e diffusa Universale Economica dell'editore Feltrinelli è osiamo dire un atto di patriottismo ed un atto di coraggio: di patriottismo sano, sereno, senza declamazioni, ed un atto di coraggio se non addirittura di sfida di fronte al frastuono talvolta selvaggio che ci impedisce di pensare, e di fronte al tumultare di visioni eroiche o bugiarde o insulse che proprio nel campo della storia (non esclusa la storia del Risorgimento) sono offesa alla dignità ed alla verità.
Con ciò abbiamo voluto sottolineare l'interesse vivo ed attuale della pubblicazione offerta al pubblico più vasto di ima delle più conosciute collane.
Tale interesse è accresciuto dalla cura che Massimo Legnarli ha posto per l'edizione feltrìniana.
Non di lunghe chiose erudite egli ha accompagnato le pagine del volume, ma di brevi note che vogliono soltanto chiarire e precisare questo o quel dato storico, informare su questo o quel personaggio, mettere in evidenza un particolare, e svelare il piccolo segreto di un'allusione o di una reticenza-.
Note insomma che non distraggono dalla lettura corrente, ma invitano piuttosto a proseguire con sempre più intima comprensione.
Inoltre il testo è preceduto da una Introduzione la quale e lo si avverte sin dalle prime righe non è tanto una presentazione del volume quanto piuttosto una sintesi bio-bibliografica che tiene conto di tutti gli studi più seri compiuti dai biografi e storici azegliani, primi fra casi e più qualificati Marcus de Rubris, Nunzio v'acculi uzzo ed Alberto M. Ghisalbcrti. Il quale ha carato anche come è noto l'edizione dei. Ricordi condotta sull'autografo azegliuno, cui naturalmente si è attenuta ora la presente edizione..