Rassegna storica del Risorgimento

DE CAPRARIIS VITTORIO
anno <1964>   pagina <434>
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434 Libri e periodici
Alle pagine introduttive il Legnaia ha aggiunto una ricca -Nota bibliografica da coi è facile desumere quali e quanti interessi e non solo di ordine storico ed educativo, ma anche letterario abbiano suscitato e suscitino la vita, le vicende e gli scritti di colui che presentato fervorosamente dal De Rubris come l'araldo della vigilia , viene sto­ricamente definito dal Ghisalberti nel quadro della vicenda risorgimentale il moderato realizzatore .
Uh Glossario, alla fine del volume, aiuta ad intendere le parole di cui l'Azeglio ba fatto uso traendole dal dialetto, o dalla parlata familiare o per servire a certi suoi gusti; e col Glossario è da segnalare Vindice dei nomi: tutti i nomi dei personaggi ricordati nel testo, a ciascuno dei quali è accompagnata qualche utile indicazione.
Cosi fra questi nomi meglio precisati trova più preciso significato il nome di Massimo d'Azeglio, e fra quei personaggi appare a noi più completa la sua personalità e vor­remmo - pia efficace quella lezione di probità e di buon senso della quale probabilmente i suoi Italiani hanno tanto bisogno. PIERO ZAMA.
Carteggi di Vittorio Imbriani. Vittorio Imbriani inlimo. Lettere familiari e diari inediti a cura di NUNZIO COPPOIA (Fonti, 48); Roma, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, 1963, in 8, pp. 402. L. 3.500.
Figura non certo di primissimo piano, nella storia politica e letteraria dell'Italia ottocentesca, quella di Vittorio Imbriani: meno significativa, senza dubbio, di quella del padre Paolo Emilio, cognato di Carlo ed Alessandro Poerio, deputato al parlamento napoletano del 1848 e quindi esule in Piemonte* più tardi senatore del regno d'Italia; e meno significativa pure di quella del fratello Matteo Renato, tipica espressione di esuberante irredentismo e di tumultuosa carriera parlamentare. Ma una più precisa conoscenza del personaggio, quale è ora consentita dal presente volume, presenta senza dubbio un notevole interesse per la ricostruzione dell'ambiente morale in cui si educò, per poi agire nella vita pubblica del paese, tanta parte della borghesia risorgi­mentale, negli anni che videro il compimento dell'unità ed i primi tormentati passi del nuovo Stato.
Ed è interessante, per esempio, seguire le vicende cruciali del '59 e del '60 attra­verso i malumori, le insofferenze, le esplosioni di astiosità e le angustie di visione politica di Vittorio, bisbetico inguaribile prim'ancora di toccare i vent'anni, la cui penna sem­bra talvolta render meschino tutto quello su cui si sofferma; ma che rispecchia uno stato d'animo che, sia pure con sfumature diverse, non doveva certamente essere isolato anche fra. i patrioti più appassionati. Stato d'animo nel quale, tra l'altro, si scontravano con. acredine un amor di patria sovente di stampo alquanto pomposo e vacuo, e un sostan­ziale profondo disprezzo per i propri compatrioti in concreto. Scriveva Vittorio alla madre, il 1 giugno 1859, dal reggimento, se non proprio dal campo di battaglia: Fuori d'Italia mi son fatto rosso, ogni qual volta ero costretto a difendere la patria mia con menzogne: ma stando fra Italiani non celerò mai quel ch'io penso. Nulla agguaglia l'amore ch'io nutro per la patria mia, tranne il-disprezzo che nutro pc* miei compatrioti; I più mancano in Italia di carattere, di virtù, d'abnegazione e di dignità. Il Francese o il Tedesco più abjetto non consentirebbe a sobarcarsi mai a ciò che un Italiano soffre con indifferenza; non oserebbe perpetrar mai, quanto un Italiano fa ingenuamente. Ben so ohe un popolo schiavo non può essere che degradato; ma come volete che un popolo degradato si riven­dichi a Libertà?
Quanto poi ai mezzi di cu! il movimento unitario in diverse occasioni si serviva per raggiungere i suoi scopit 1* Imbriani li trovava per lo meno poco ortodossi dal punto di vista della correttezza politica e del costume. I plebisciti do) *59 Io lasciarono piuttosto freddo. II 27 agosto scriveva ancora alla madre, da Ferrara: Domani avran luogo le elezioni. Dubitare il risultato, non si può. Come potrebbero le votazioni riuscire contrarie ad un governo composto da Pinelli l'emigratofobo e da Leonetto Cipri ani il mitragliali-