Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1964
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459
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Politica estera dei conservatori polacchi 459
della propaganda dinastica, accettò la proposta di creare un organismo rivoluzionario nel paese. Questo organismo sarebbe stato interpartitico e si sarebbe posto per sua natura al di sopra delle fazioni politiche; Ka-mieriski avrebbe dovuto rappresentarlo nella regione di Lublino e nella Podolia. Pur accettando, Kamienski non mancò di criticare la letteraistruzione che gli era stata data per la sua mancanza di chiarezza. Czajkowski, nonostante tutte queste critiche e pur riconoscendo che Kamienski non era certo quello che si dice un ardente fautore del principe, ne rimase entusiasta e nelle sue lettere rimarcò più. volte la sua intelligenza, la sua volontà e lo spirito pratico.
Si può dire che con la partenza di Kamienski si concluda l'aspetto propagandisticoagitatorio della missione di Czajkowski che, come si è detto, era prevalentemente diretta verso il Vaticano e legata al problema di rapporti tra Roma e il principe Czartoryski.
Anche questo aspetto della missione di Czajkowski non poteva naturalmente prescindere né dai cambiamenti, avvenuti nella situazione politica e diplomatica che caratterizzava quegli anni, né dalle conseguenze che tali cambiamenti avevano comportato nel raggruppamento di Czartoryski: se fino ad allora il principe si era accontentato che si cercasse di mutare l'atteggiamento del Vaticano verso la Russia e non aveva badato troppo né alle persone scelte, né alla sistematicità dei tentativi, così come non aveva insistito, dandolo semplicemente per sottinteso, che ogni azione politica venisse condotta in suo nome e che al suo nome il Vaticano dovesse testimoniare un qualche riconoscimento più. o meno ufficiale, ora invece il problema del cambiamento dell'atteggiamento politico del Vaticano si univa al problema della centralizzazione dell'attività politica del principe; c'era un'assoluta necessità di dare al raggruppamento dei conservatori una forte unità morale ed una chiara veste ufficiale perchè si era incrinata la stessa unità de facto, proprio quando tutta l'emigrazione considerava imminente uno scoppio rivoluzionario. *)
La missione Czajkowski si inseriva in questo contesto e doveva cercare di soddisfare tale necessità operando in due direzioni: a) ottenendo dal Vaticano un riconoscimento ufficioso, se non ufficiale, che il principe era considerato quale unico rappresentante degli esuli e futuro re della Polonia; 6) adoperandosi per avere tale riconoscimento de jacto da tutti quegli enti, istituti, ordini religiosi e personalità che fossero legate
') Tale necessità di unità e di centralizzazione era sentita anche dai democratici: sia pure in forme differenti gli tini pensando al ritorno alla monarchia e gli altri ad un dittatore, le posizioni convergevano: roane formy tcj suniej zasadniczo wnpò lncj, idei, kfcfira, kazdy na awój sposób ncdzie prfibowal renlizowaé, HÀNDELSMAN, op. cri., p. 210.