Rassegna storica del Risorgimento
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1964
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pagina
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464
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464 Giampiero Bozzolaio
Era questi un uomo conosciuto da tempo negli ambienti dell'emigrazione polacca per le sue aperture anticonformiste e su cui il raggruppamento di Czartoryski poteva far conto. *)
Czajkowski se ne rendeva conto e, sia pure con qualche astuzia dir plomatica, fu proprio a Capaccini che domandò che il Vaticano istituisse dei rapporti ufficiali, diretti e costanti con Czartoryski: mone. Capaccini aveva riferito a Czajkowski che la Nota del principe era stata ricevuta favorevolmente e che, nonostante le pressioni russe, il S. Padre non aveva intenzione di far allontanare dai suoi Stati gli esuli polacchi; a questo punto Czajkowski aveva approfittato dell'occasione che gli veniva offerta, per proporre con falsa ingenuità che il Vaticano riferisse ciò direttamente al principe. Capaccini rispose che avrebbe fatto conoscere le notizie a Czartoryski, attraverso il normale canale del nunzio apostolico a Parigi mons. Garibaldi, ma che non poteva entrare in rapporti diretti col principe stesso, dato che nie mozemy wchodzió w podobne komunikacje oficjalne .2'
Se il Vaticano non poteva accettare di entrare in rapporti ufficiali, rimaneva però sia la possibilità di rendere stabili i rapporti che già esistevano, sia di far riconoscere de facto l'autorità del principe; Capaccini incoraggiò Czajkowski in questo senso quando gli chiese che preparasse un rapporto sullo stato della chiesa in Polonia 8) e quando gli promise che gli sarebbe stata concessa una udienza dal papa, nella quale avrebbe potuto parlare di tutte le questioni di cui loro avevano già discusso. Il 4 maggio, dopo aver scritto a Capaccini un altro rapporto sulla questione dello scisma grecounito,*) veniva ricevuto in udienza privata da Gregorio XVI.
Il papa criticò il fatto che la Polonia nel 1831 avesse iniziato la sua insurrezione subito dopo quella francese e che non avesse subito combattuto w obronie religii i swojej uiepodlegloéci . Czajkowski prese lo spunto per difendere anche presso il Santo Padre la causa dinastica: se allora erano stati commessi molti errori, questo era dipeso proprio dal fatto che Czartoryski non era re della Polonia come aveva diritto e come certamente sarà nel futuro. Il papa fìnse di non capire e rispose che Czartoryski era un buon cattolico e che certamente su di lui faceva più affidamento che su ogni altro. Non riuscendo ad ottenere su questo punto altri risultati, Czajkowski cercò di avere qualche dichiarazione che lo rassicurasse sulla
*) BC 5462/IV, ff. 349-60, Czartoryaki a Olizar, Londra, 26 mano 1833; 3511/HT, ff. 375-76, L. Pluter a Czartoryald, Parigi, 30 marzo 1833; Jcneral Zamoyski, ap. cit.. III, p. 203; IV, pp. 210-12; ZwcanfrisKi, Certosa, cit., p. 264.
BC 5379/IV, ff. 14-22, CMjkowslri a Czartoryski, Roma, 7 maggio 1840.
3) BG 5374/1V, ff. 261-66, Czajkowski a Capnccini, Roma, 2 maggio 1840 (minuta) e ff. 269-76 (copia).
*) BC 5374/IV, ff. 267-68 (minuta).