Rassegna storica del Risorgimento

anno <1964>   pagina <467>
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Politica estera dei conservatori polacchi 467
<lri Lazza risii. Cristianesimo e slavismo, religione e patria: secondo Czar* toryski questo movimento di rinascita delle popolazioni slave, sarebbe avvenuto sotto la tutela e con l'aiuto della Porta e in diretta funzione an­tirussa; solo in un secondo tempo sarebbe sorto il problema di far raggi un­gere a quelle popolazioni una completa indipendenza combattendo contro la Turchia, la cui debolezza d'altra parte era sempre più evidente e pia grave.
La missione Czajkowski e l' Operazione Holmija che della missione era la principale componente, si collocano nel quadro di questi molteplici tentativi.
Al centro dell' Operazione Holmija si situa il principe Nikola Vasojevic. Se ci si limita alla non molto numerosa letteratura sull'argo­mento è difficile stabilire se Vasojevic' debba essere considerato un imbro­glione, un avventuriero, un esaltato, o un capopopolo, un eroe, un pa­triota. x) La figura di questo quasi leggendario principe del mitico Stato dell'Holmija,2) di questo impetuoso ed appassionato guerriero di cui Handelsman giustamente scriveva che era un avventuriero del tipo dei grandi conquistatori che, se la fortuna li assisteva, si prendevano uno Stato più o meno grande come aveva fatto Maometto Ali pascià d'Egitto o l'eroe nazionale Petar II Njegos ,3) meriterebbe una compiuta mono­grafia; ma questo non è nostro compito: noi ci limiteremo a seguire il prin­cipe nei suoi contatti con gli emigrati polacchi e soprattutto col principe Adam.
Dopo aver passato i primi anni della sua giovinezza in Austria, Vaso-jevié aveva compiuto i suoi studi nelle scuole di ingegneria di Odessa e di Pietroburgo. Sposatosi con una russa, dopo aver finito i dodici anni del ser­vizio militare russo, sfruttò la propria professione, ora al servizio dei Russi
-). F. BAWTTA GAWHONSKI, Michal Czajkowski, Pietroburgo, 1900; A. LEWAK, Dzieje emigracji, cit., pp. 45 sgg.; HANDELSMAN, op. ciL, II, pp. 92 sgg.; P. POPOVZÓ, Jedan memoar kneza Nikole Vasojeviéa, Zapisi, 1929, V, 5; N. SKEROVIÓ e D. VEUMOROVIÓ, Povodom napisa knez Nikola Vusojevié, Zapisi, 1929, IV, 5; lì. VESOVlé, Knez Nikola Vasojevié, Zapisi, 1929, IV, 3; L. DtraKOWlé, Veza kneza Nikole Vasojeviéa sa poljskom emigracijom, in Zeta podgorica, 1938; P. ROVINSKI, Gradja za istoriju Vasojeviéa, in Nova Zeta, 1899; M. VELIMOROVIÓ, Vasojeviéi, Polimlje i Metohija, in GodiSnica, 1898; il più informato e più obicttivo è tuttavia il lavoro di L. DURKOWICZ-JAXSZICZ, Petar TI Petrovié-Njego! (1813-1851), "Womawa, 1938, pp. 148-67.
2) Una descrizione di questo paese di cui sarebbe dovuto diventare principe è con­tenuta nella e Notiee abrégé* sur les tribus de la HauteAlbanie et notamment sur Ics mon­tagne* indépendantee, tirée de l'histoire, dee ehansons nationales, des httres-patentes et des ancien* rnanuseripts qui so trouveni dant les differente tribus , in e litdletin de la Sociétó de géographic , Parigi, 1841, scritta dallo stesso VASOJEVIC".
3) HANDELSMAN, op. eit., II, p. 92; come si vedrà anche più avanti, non condivi­diamo tuttavia il duro giudizio di Handelsman secondo il quale Vasojevic" era un avven­turiero nel senso più deteriore della parola e forse addirittura un semplice imbroglione.