Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI LIBERALI FRANCIA 1864-1865; GIORNALI LIBERALI GRAN BRE
anno <1964>   pagina <534>
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534 Egidio Papa
opportuno pubblicare neppure una parte dell'enciclica e del breviario di Pio IX, il quale ripeteva quello che i papi avevano sempre detto e cioè: noi siamo la luce del mondo, noi siamo la verità, Noi Soli e tutto ciò che ci si oppone è menzogna, errore che va distrutto non col ragionamento, ma con l'inquisì" ztone, con la tortura, con il patibolo, con il rogo, ministri d'esecuzione i principi, che, a loro volta, nascono con il diritto divino a patto che ubbidiscano; ai popoli spetta rassegnarsi e tacere. Ecco l'enciclica.
Per quanto lo riguardava, il Popolo <VItalia aveva esaurito il suo primo com­mento e poteva volgersi a sorridere delle perturbazioni e dell'agitazione della stampa francese, che vedeva condannata la creazione dell'impero. Per questo motivo, secondo il Popolo d'Italia, casa ribatteva, confutava, teneva il broncio al papa, il quale non avrebbe certamente mutato linguaggio. Eppure, si poteva agevolmente prevedere, insisteva il Popolo, che tutto sarebbe finito in uno sfogo di articoli e di ciarle. Napoleone si sarebbe inteso col papa per ribadire le catene sui popoli e mantenere schiava l'Italia.
Essendo contro le vigenti forme di governo, il mazzinianesimo del Popola d'Italia non poteva illudersi sperando capovolgimenti causati dall'enciclica a tutto danno degli attuali governanti. I potenti della terra, proseguiva, hanno troppo bisogno del prete per non stringersi attorno al soglio pontificale, dal quale meglio che dagli eserciti permanenti e dalla burocrazia ricevono aiuto per con­servare schiava l'anima che a sua volta soggioga i corpi.
Quanto alla libertà religiosa, l'Opinione aveva addotto l'esempio della Ger­mania e dell'Inghilterra, dove, a suo credere, la religione e la verità prosperavano. Il Popolo d'Italia spinse lo sguardo più lontano e propose la libertà religiosa vigente negli Stati Uniti opponendola alla formula cavouriana, ohe lasciando pur sempre sussistere la religione di Stato e con essa la possibilità d'intervento del magistrato, sarebbe stata una negazione della libertà.x)
Forse per l'insistenza dei suoi lettori, il Popolo d'Italia s'indusse a pubblicare in quattro puntate 2) il testo del Sillabo premettendovi una nota di ostentata gratitudine al pontefice a nome dei giovani, i quali per mezzo del Sillabo avreb­bero potuto conoscere e leggere tanti scritti che forse sarebbero rimasti loro sconosciuti; allo stesso modo di quanto un libro, iscritto nell'Indice dei libri proibiti, si vedeva aumentare al cento per cento i lettori.
Non fu questo, esemplificava il Popolo d'Italia, il caso della Stona d'Italia di Carlo Botta ? Pochissimi la conoscevano. Ma bastò che fosse messa all'Indice perchè se ne diffondessero le copie a migliaia. E che dire della Vita di Gesù del Renan ? Essa non avrebbe raggiunta tanta celebrità senza che i bagliori dei fùlmini del 'Vaticano l'avessero indicata all'universo .
Con tanta affettata noncuranza il Popolo d'Italia tradiva la sua preoccupa­zione degli effetti dei documenti pontifici sul popolo. E tuttavia, nella situazione di un giornale avversario del papato e dell'istituto monarchico era la posizione più intelligente e conveniente ai propri scopi che potesse prendere. Oltre tutto, per ehi seguiva le dottrine mazziniane non era questione di un documento, bensì della medesima istituzione. Difatti, nelle settimane seguenti, parlerà
l) Monde del 14 gennaio 1865 rinfaccerà al Siècle del 7, che pare invocava quella libertà, di essere un teorico cieco , perchè considerava un eldorado un paese che da tre anni si dilaniava in mia guerra Fratricida.
3} Cfr. Il Popolo d'Italia, 6, 7, 8,10 gennaio 1865.