Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <240>
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E. Pasta-monti
resto di speranza, sia che preferisse al Guerrazzi, del quale non po­teva fidarsi e cui non voleva cedere in alcun modo, un uomo che, se sapeva esaltato, conosceva però buono di fondo e generoso: il fatto è che, con il preporre a Livorno il Montanelli, il Capponi si metteva in gran rischio. Il marchese Gino nelle sue Memorie ha dichiaralo espressamente, che egli non aveva voluto, quando si era trattato di sostituire il Tartini, servirsi del Montanelli, cui avrebbe preferito il Fabbri: il Montanelli afferma, che il Capponi lo inviò al governo di Livorno soltanto dietro le insistenze del Fabbri, al quale il focoso scrittore non risparmiò qualifiche e giudizi, che la sua penna adirata era solita scaraventare addosso ai nemici privati e politici :l comunque stiano le cose, è poco probabile, che il Capponi, il quale sapeva di es­sere l'unica vera mente del gabinetto, avesse ceduto ad influenze esterne in affare di tanta importanza, se l'elezione del Montanelli non fosse stata ritenuta da lui indispensabile.
Ma quello, che lo stato delle cose con necessità feiTea aveva determinato, non poteva cambiare il Montanelli, né egli tentò di modificarne le ultime conseguenze. Un uomo, che il Guerrazzi, con pubblico proclama del 4 ottobre 1848, indicava al popolo continua­tore della sua opera, non poteva essere la salvezza del gabinetto Capponi, impegnato a fondo in una lotta contro il principio demo­cratico e repubblicano.5
Fu quindi leale il Montanelli accettando l'incarico di governa­tore, quando era consapevole, di ciò che il Governo voleva e di quello, che la coscienza gli dettava? Egli, passato il momento storico del quale fu gran parte, senti il bisogno di chiarire la sua condotta del 6 ottobre 1848 ; ed, a coloro che lo avevano accusato di torcere: fi mandato ai danni di chi gliel'aveva affidato, rispose vigorosamente sia nelle Memorie, sia negli atti processuali che lo riguardano.8 Nelle prime, esplicitamente, affermò di; avere notificato al Granduca ed al Presidente dei ministri, che, inviar lui in Livorno, per opporsi al movimento insurrezionale, equivaleva a dar vita a ciò che volevasi di­struggere ; ne' secondi scrisse non avere fatto mistero né con il Prin­cipe ne con il Capponi delle sue intenzioni, accettando il difficile in-
IV CAPPONI, Settanta giorni, in Opero edite ed inedite, Op. eit, n, 139 - MONTA­NELLI, Memorie, 0p. CJEE,
8 GUERRAZZI, Àjwlof/ia, Op. citr. fl J.
8 MONTANELLI, Memon op.cit-, n, 309 Jmmvmti;. ìpftW 116 -U ito-niiure Toscano, 6 febbraio 184W.