Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1965
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pagina
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154
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MEZZO SECOLO FA
I soci e tutti i nostri lettori vorranno perdonare il ritardo nella distribuzione dei fascicoli derivante dagli obblighi di altra natura imposti dalla guerra ai redattori della Rassegna .
Così, senza retorica, senza spreco d'eloquenza, i valentuomini che mezzo secolo fa dirigevano la Rassegna storica del Risorgimento hanno ricordato che rItalia era scesa in campo per quella che essi e i lettori della rivista ritenevano l'ultima guerra del Risorgimento.
A queste parole, apparse nel IVV fascicolo del luglio-ottobre 1915, facevano seguito, in un foglietto aggiunto al fascicolo VI (novembre-dicembre), le seguenti: X nostri soci e gli abbonati dovranno scusarci se in causa della guerra anche questo fascicolo esce in ritardo. Gli obblighi di altra natura imposti dalla guerra stessa impediscono tuttavia al prof. Giuseppe Gallavresi di curare la pubblicazione della Rassegna storica. Questa è pertanto temporaneamente affidata ai professori Vittorio Fiorini e Italo Raulich (sede della direzione, presso la Società per la storia del Risorgimento: via del Gambero, 23, Roma) .
Quegli uomini credevano nel Risorgimento e nei suoi valori; credevano nella Patria ed erano fedeli al suo comandamento, ma non hanno sentito il bisogno di sciupare con parole la nobiltà del loro sentimento. Per questo anche noi, inchinandoci a quei nostri predecessori, ci limitiamo a ricordare che cinquantanni fa la nostra Patria combattè l'ultima delle guerre del Risorgimento. Quelli di noi che vi hanno preso parte rammentano ancora lo spirito con il quale vi entrarono e con il quale combatterono, spirito che un indimenticabile volume di Adolfo Omodeo ha saputo cogliere. Sia permesso soltanto di accennare che, su sette milioni di Italiani validi alle armi, quasi sei milioni hanno prestato servizio negli anni della guerra. L'esercito, che ai primi del 1914 comprendeva 14.027 ufficiali e 283.274 uomini di truppa, nell'estate del 1918 raccoglieva nelle sue file 78.354 ufficiali, 2.106.219 uomini di truppa. Il contributo di sangue dato dalle classi chiamate alle armi (1874 1900) e stato di 680.000 morti e di 1.100.000 feriti. Non dimentichiamo queste cifre e sia anche concesso ai superstiti di quella guerra di ricordare che, per Ubera loro volontà, ben 303.919 Italiani residenti all'estero sono accorsi in Italia per compiere il proprio dovere.
Al di là delle polemiche del tempo e delle interpretazioni posteriori, riteniamo di potere essere ancora fieri di quello che V Italia ha allora compiuto*
LA RASSEGNA