Rassegna storica del Risorgimento
DEPRETIS AGOSTINO
anno
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1965
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pagina
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158
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158 Giuseppe Talamo
Cesco e la sua famiglia,*) Annunziata, morta di parto l'8 febbraio 1805, Cechina e Caterina. 2> Una famiglia di condizioni assai modeste, da quel che abbiamo potuto appurare, che per lo più gravava, ad eccezione di Giovan Battista,3) sulla spalle di Francesco e continuerà a gravare su quelle di Agostino.4)
La zona nella quale Francesco Depretis si stabilì nel primo decennio del secolo decimonono e dove iniziò, come si è detto, quella serie di acquisti che avrebbero costituito, nel giro di qualche lustro, una proprietà di una certa consistenza, era compresa tra il Po a nord, le iniziali propaggini dell'Appennino a sud, ancora il corso del Po, dopo la confluenza con il Ticino, a oriente, e, a occidente, una linea che congiungeva idealmente Pavia con Voghera. Questa zona, indicata anche nel secolo scorso come Oltrepò pavese, aveva un'economia agrìcola, al pari della restante Bassa lombarda, e dell'intera pianura padana, assai ricca e progredita. Con una lunga opera, nel corso dei secoli, i proprietari lombardi erano riusciti a mutare il volto della regione. Abbiamo preso le acque dagli alvei profondi dei fiumi e dagli avvallamenti palustri (poteva scrivere orgogliosa-
*) Un accenno ai tre fratelli maschi di Francesco in BRANCI {pp. cit., p. 10): ... uno era fabbro, il secondo faceva il chincagliere ed il terzo il falegname . XL Breganze parla di uno zìo di Agostino d'ingegno eccezionale in certi lavori d'intarsio (op. eh., p. 9).
*) Caterina Depretis, sorella di Francesco (da non confondere con Caterina Tabacchi, sposata da Francesco Depretis in seconde nozze e matrigna di Agostino), viveva a Pavia in condizioni di grande ristrettezza. In alcune sue lettere, tra il 1848 e il 61, chiede denaro al nipote Agostino onde poter pagare l'affitto non che per il pane (C. D., s. II, b. 29, . 65).
*) Francesco Depretis lasciò morendo, un debito verso il fratello Giovan Battista di lire nuove di Piemonte 2.775,36, pari a lire milanesi 3.717. Per soddisfare questo debito Agostino, nel 1842, fece allo zio un vitalizio annuo di lire nuove di Piemonte 276,37 (pari a lire milanesi 370) e gli cedette inoltre il diritto di abitazione, vita naturai durante, di due case con orto site in Casteilazzo Beccaria (C. D., s. II, b. 29, f. 65). Giovan Battista Depretis era anch'egli, come il fratello Francesco, nativo di Albuzzano.
4) A partire dal 1804, e per almeno una trentina d'anni (cioè, per quanto riguarda Gerolamo, morto nel 1835, per tutta la vita) numerosissime sono le lettere di Giuseppe e Gerolamo Depretis a Francesco con richieste di vestiario e di denaro. Eccone una che riporto con assoluta fedeltà, auche ortografica* perchè mi sombra caratterizzi efficacemente l'uomo e l'ambiente: Pavia, 17 ottobre 1833. Carissimo Fraudo, stando secondo la in-teligenza del giorno che a binino parlatto asicme m'avetto detto che avorcati mandatto un nomo a Pavia con il denaro ohe a me biaògnia per pagare il Fitto. Come bensì è di già ecadutto a San Michele donqno caro Fraudo vi raccomando a voi di fare tutto il posibue a spedirmeli di qua che sono pur che molto preme. Le potrete recapitare le lite che mi àbiwgnin di Uro quaranta L. 40. Sappiate bene ohe in questi momenti a ine mi va molto male, prego la vostra graziosa bontà e il core vostro e ricordatevi di me; questo so benissimo che voi non maucherctte di spedirmeli, intanto vi saluto caro.
Procurate di conservarvi bona sulhtte con tutti di vostra casa e il fratello Giovanni Battista vostro afibttuisisimo Giuseppe Dcprcttis .
(C. JD., B. II, b. 29, f. 65). Altro lettere con analoghe, pressanti richieste in C. D., a. II, b. 26, f. 60.