Rassegna storica del Risorgimento

DEPRETIS AGOSTINO
anno <1965>   pagina <161>
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Appunti per una biografia di Agostino Dcpretis 161
Cini che l'agricoltura fra il Ticino e l'Adda era praticamente affidata alla classe degli affittuari.l) Da un rapporto della Camera di commercio di Pavia del 1852 risulta, infatti, che nella provincia pavese 850.000 perti­che erano coltivate per mezzo di affittuari, 100.000 col sistema della mezza­dria e 200.000 coltivate in economia dagli stessi proprietari.2) La grande
scritto del 1852 (Fisionomia delle regioni italiche, in Scritti scelti a cura di T. MASSABANI, II, Roma, 1892, pp. 451 sgg,): Tra le molte maledizioni italiane la peggiore, forse, e la più antica è la cittadincrìa, lo spìrito cioè nimichevole o, che è peggio, ignaro delle vere condizioni dei volghi rustici. Con noi, intorno a noi, e troppo spesso sotto i nostri piedi, vive un popolo d'un'altra età, d'un'altra lingua e di un altro cuore . La stessa cultura non cessava di polemizzare col mondo contadino, e la letteratura, in particolare, non era forse un lungo cachinno contro il leppo e l'ignoranza delle plebi campagnole, e una interminabile querela contro la rapacità e la codardia degli uomini da badile ?
*) L'influenza dei vistosi capitali d'esercizio agrario che s'intromettono fra la rendita lorda e la rendita netta, conferisce un'importanza considerevolissima alla classe di persone che li fanno valere e che ne assumono gli utili e i rischi a beneficio della colti­vazione. Questa classe è formata da grandi e ricchi affittuari. L'agricoltura di tutta la bassa pianura fra il Ticino e l'Adda sta sotto alla loro direzione (S. .TACESTI, La proprietà fondiaria e le popolazioni agricole in Lombardia, tòt., p. 246). Cfc. anche IC. R. GREENEEEU), Economia e liberalismo nel Risorgimento, cit., p. 40.
Un giudizio assai severo sui fittavoli per le condizioni in cui facevano vivere i con­tadini in B. ARNABOLDI GAZZANIGA, Monografia del circondario di Pavia premiata al con­corso indetto dalla Giunta per l'inchiesta agraria sedente in Roma, Pavia, 1880: ... dif­ficile l'immaginare come venga trattata onesta benemerita classe della società (i contadini), non dirò da tutti, ma da una gran parte dei fittabilL Poche braccia impiegate su vasti latifondi, giornata che varia da L. 0,50 o 0,70 alle L. 1 o 1,20, abitazioni pessime, insalu­bri, poiché il fittabile chiamerà il riparo o la rifabbrica delle stalle, di portici, di magazzini, ma di rarissimo la sistemazione delle case coloniche, alcune fet luccio di polenta o di pane mezzo annerito o raffermo, e brevi ore di riposo, formano la vita di questa gente, che campa come Dìo vuole, e di cui, è doloroso il dirlo, ma pur troppo è la verità, non si tiene calcolo né più né meno che d'una vera macchina da lavoro (pp. 14-15). Questi fittavoli facevano spesso dei loro figli degli avvocati, dei medici, dei tecnici per far dimenticare li umili natali e mostrare al proprietario il diploma di laurea appeso come un quadro nella sala Ne avviene quindi che tali giovani riescano nò medici né avvocati né ingegneri né agri­coltori, giacché interrotta, ad ogni intervallo, la pratica agricola, non l'acquistano poi se non col tempo sotto la guida del padre, il quale, abbastanza soddisfatto del diploma dai medesimi riportato, si vale del loro aiuto nella vecchiaia, restituendoli allora ai campi, dopo aver loro sprecata una gioventù che mentre poteva apportare i germi di utili mi­glioramenti, Berve all'incontro ad inveterare le vecchie, tradizionali e talora erronee con­suetudini (p. 16).
Cavour riteneva, invece* decisamente positiva l'opera dei fittavoli nell'economia agricola piemontese: Sa la Camera a chi si debbono i miglioramenti agricoli del paese? (disse il 30 dicembre 1854) Senza nessun dubbio essi si debbono agli affittavoli (Di­scorsi parlamentari, XI, 1854-1855, a cura di A. SAETTA, Firenze, 1957, p. 185).
Altro giudizio positivo sui fittavoli, paragonati ai gentleman fanners inglesi, In G. DAINONE, Fisionomia agricola dei due circondarti irrigui della provincia di Pavia, in Annali scientifici del R. latitalo Tecnico di Pavia, Pavia, 1877, p. 254.
3) S. JACIWI, La proprietà fondiaria e Ut popolazioni agrìcole in Lombardia, tòt., p. 246.
Il prevalere dell'affitto rispetto all'amministrazione diretta e alla colonia era così spiegato da G. DAINQJSE (Fiionomia agricola dei duo circondarli irrigui della provincia-di Pavia, cit., pp. .233-306): Trattasi di ampia estensione di suolo, su cui debbono avvi-