Rassegna storica del Risorgimento
DEPRETIS AGOSTINO
anno
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1965
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Giuseppe Talamo
prevalenza dell'affittanza era determinata anche dalla difficoltà di trovare un agente dotato di tanta buona volontà, di tanto zelo, da affidargli una tale amministrazione rurale e da lasciargli la libera disposizione, quasi senza controlleria, di tanti capitali . ')
I Gazzaniga facevano parte di quella minoranza di grandi proprietari clie coltivavano, almeno in parte, le loro terre in economia. Essi trovarono in Francesco Depretis e, alla morte di questo, nel figlio Agostino, degli amministratori capaci*) che, come vedremo tra breve, curarono attentamente la proprietà loro affidata.
Francesco Depretis non era però soltanto agente, cioè amministratore, dei Gazzaniga, ma proprietario egli stesso di alcuni appezzamenti di terreno e di case che andò gradualmente acquistando, come si è detto, a partire dal 1813 durante gli anni della Restaurazione. H primo acquisto di cui si ha notìzia perchè con esso ha inizio il Registro già da noi citato,3) senza però che ci sia Tatto relativo, è del 19 novembre 1813 e riguarda
cendarsi con ordine prestabilito coltivazioni diverse, che perciò domanda il lavoro specializzato or della mano delFnomo or degli animali, regolarmente ripartito in ogni giorno, e che richiede l'applicazione in date epoche di concimi, in date ore di acque mainataci; si tratta veramente di un'industria co' suoi due capitali fisso e circolante, che debbono funzionare di conserva in un preordinato rapporto... A dirigere una cosi fatta azienda è mestieri che si conoscano da vicino tutti gli clementi di cui si compone, che si seguano attentamente le loro vicende, che si percepiscano quasi intuitivamente dì per dì, anzi ad ogni istante le cose da fare per il buon andamento di essa, e finalmente è mestieri intrinsecarsi nell'azienda stessa per accudirvi ad esclusione di ogni altra occupazione . Non volendo fare tutto questo, il proprietario ricorrerà al contratto locatizio che mentre gli fornisce una rendita costante e certa, richiama sul fondo d'altra parte un considerevole capitale, che vien posto abilmente e solertemente in atto dal fittaiuolo (pp. 252-255). Sul particolare carattere dei contratti agrari della pianura lombarda cfr. M. ROMANI, op. r.ir., pp. 93-105.
*) S. JACINI, La proprietà fondiaria e le popolazioni agricole in Lombardia* cit., p. 247. Stesso giudizio in G. DAINONE, Fisionomia agricola dei due circondarli irrigui della provincia di Pavia, cit., p. 254: Il proprietario dovrebbe mettere in esercizio un vistoso capitale, soggetto a notevoli rischi che dovrebbe affidare nelle mani di un agente, di cui non è presumibile in generale tanta attività e zelo né tal complesso di cognizioni da sostituire appieno l'opera del proprietario .
v La capacità dei Depretis come amministratóri ò dimostrata dal favorevole andamento dell'azienda dei Gazzaniga, come vedremo presto particolarmente; per quanto riguarda la loto onestà si pad accettare il cauto giudizio del Fcstari: Per dovere di co scienza non possiamo emettere un giudizio sicuro sul padre di Agostino. Ricorderemo soltanto che i Gazzaniga crono molto buoni e che s'occupavano poco di onori, dando piena fiducia al proprio ujnnùiiistrntorc: guardando la cosa da questo punto di vista, è giusto rilevare che il padre di Agostino, ed Agostino Btesso allorché assunse l'amministrazione alia morte del padre, non uscirono da una linea di condotta, diciamo pure, onesto, accontentandosi di acquistare qualche modesto appozzato di terreno e vitigni e una comoda casa in Stxadclla (op. cit., p. 20, in nota).
V C. D.,B.lLb. 5,Jf. 24.