Rassegna storica del Risorgimento

DEPRETIS AGOSTINO
anno <1965>   pagina <163>
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Appunti per una biografia di Agostino Depretis 163
un appezzamento di 18 pertiche l> posto nel territorio del comune di Mez­zana Bottarone e appartenente a Carlo Giuseppe Landini. Il prezzo fa fissato in 672 lire di Milano.2)
Qualche anno più tardi, nel 1816, comprò quasi contemporaneamente, nella frazione Cantalupo, sempre nel comune di Mezzana Bottarone, una proprietà coltiva ed avvitata del contenuto di pertiche quattordici e tavole diciassette pavesi al prezzo di 560 franchi (pari a 800 lire di Milano) e <c una piccola pezza di terra avvitata di pertiche tre e mezza pa­vesi al prezzo di 159 franchi e 60 centesimi pari a 210 lire di Milano.3) Tra il 1817 e il 1818 Francesco Depretis acquistò ancora, nella frazione Cantalupo, una proprietà avvitata di oltre dodici pertiche al prezzo di 567,50 lire nuove di Piemonte (pari a 750 lire di Milano) e due pezzi di terra coltivi ed avvitati denominati uno la Vigna di casa e l'altro il Filagnone di sopra, facenti un solo corpo di pertiche quindici circa, com­prensivamente al caseggiato su de' medesimi esistente in due siti uno inferiore e l'altro superiore dal pian terreno fino a' tetti, con ragione di
*) La pertica era un'unità di superficie usata in alcune regioni italiane prima della adozione del sistema metrico decimale. In Lombardia c'era la pertica milanese e quella pavese. Secondo le Tavole di ragguaglio dei pesi e delle misure già in uso nelle varie provino del Regno col sistema metrico decimale (Roma, 1877): 1 pertica milanese = 654,5179 inq.; 1 pertica pavese = 769,7918 qm.
Per semplificare il calcolo si potrà ridurre in ettari usando per la pertica milanese il divisore 15 (cfr. anche M. Romani, op, ci*., p. 19, in nota) e per la pertica pavese il divisore 13. Sia la pertica pavese, sia la milanese si dividevano in tavole, piedi, arnie e punti (24 tav. = 1 pertica; 12 piedi = 1 tavola).
2) Prima dell'occupazione francese la moneta usata negli Stati sardi era la lira vecchia di Piemonte (composta di 20 soldi di 12 denari), istituita da Carlo Emanuele IH nel 1755. Napoleone introdusse, com'è noto, il sistema monetario decimale: nel 1806, l'anno successivo alla costituzione del regno italico, venne istituita la lira italica o franco (di 100 centesimi). Agli inizi della Restaurazione, nel 1816, fu creata la lira nuova di Piemonte con il seguente rapporto: 1 lira vecchia = lire nuove 1,18. Il sistema della lira nuova di Piemonte rimase poi in vigore, con qualche modificazione, fino alla unificazione della penisola (R. DE MATTIA, U unificazione monetaria italiana, Torino, 3959, pp. 87-89).
Ecco ora le valute preunitario delle Provincie lombarde e il rispettivo rapporto con la lira italiana: Fiorino di nuova valuta austriaca = lire italiane 2,47; Piomio di conven­zione = lire italiane 2,60; Lira austriaca (svanzica) = lire italiane 0,87 (R. DB MATTIA, op. cii., p. 45).
Per il rapporto lira di Milanolira austriaca (113 "Via = 100), lira austriaca-nuovo fiorino (100 = 35), fiorino nuovo -lira italiana (40,50 = 100), cfr. p. 177, nota 1.
Per ulteriori ragguagli cfr. U. 'l'ucci, Le monete del regno lombardo-veneto dal ISIS al 1666, in Archivio economico deWumJUanona italiana, voi. Il, fase 3" (1956).
3) Il primo atto di acquisto e dell'ft agosto 1816 e il secondo del 14 agosto dello stesso anno. I venditori, rispettivamente, Luigi Delbo e Paolo Landini (C. D., s. II, b. 1, t 1, n. 11).