Rassegna storica del Risorgimento

DEPRETIS AGOSTINO
anno <1965>   pagina <182>
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182 Giuseppe Talamo
vava dagli affitti di alcune proprietà, ma la cifra di 50.000 lire milanesi spese in poco più, di venti anni, tra il 1813 e il 1836, per acquisti di terre e di case, rivela un grosso sforzo, almeno in parte, sostenuto con l'aiuto del fratello Battistino che, come abbiamo visto, viveva con lui e al quale Francesco doveva ancora restituire, quando mori nel 1836, 3.717 lire mi­lanesi (pari a lire nuove di Piemonte 2.775,36). Agostino ebbe certo en­trate maggiori: soltanto come agente generale dei Gazzaniga Arnaboldi aveva, come vedremo tra breve, uno stipendio fisso annuo di lire seimila, oltre l'abitazione e una persona di servizio. In meno di dieci anni, dal 1835 al 1844, egli fece acquisti per oltre 56.000 lire milanesi e, senza par­lare del resto, comprò nel 1856 Ca' de Giorgi a un prezzo che non cono­sciamo con precisione ma che non doveva essere troppo lontano dalle 108.000 lire milanesi (pari a lire nuove di Piemonte 73.512,70) sborsate dal precedente proprietario. Tutti questi acquisti, però, furono fatti me­diante pagamenti dilazionati che, se divenivano più gravosi per l'importo degli interessi, consentivano un certo respiro al debitore che, d'altronde, nel frattempo, godeva dei frutti della terra. Per Ca' de Giorgi, ad esempio, il cui atto di acquisto è del 1856, nel 1862 Agostino Depretis doveva ver­sare ancora 10.000 lire e, nel 1865, 6.700. Ma il pagamento dilazionato evidentemente non poteva risolvere il problema della scarsezza del nu­merario, caratteristico della classe dei proprietari terrieri alla quale ap­parteneva il Depretis. Si spiega così come egli fosse costretto spesso a ricorrere al mutuo ipotecario che gli forniva immediatamente le somme di cui aveva bisogno. Intorno al 1857, infatti, come abbiamo visto, egli chiese un mutuo di lire nuove 60.000 alla Gassa di Risparmio e Benefi­cenza della Marina Mercantile per pagare Ca' de Giorgi e metterla in condizione di rendere adeguatamente.
Principalmente in questo modo, quindi, cioè sottoponendo ad ipoteca la proprietà e investendo nella stessa il denaro ottenuto per aumentarne la ren­dita, vivendo senza lussi superflui e conservando le sane e parsimoniose abi­tudini della gente che sa quanto costi il denaro e quanto valga una pro­prietà ampliata lentamente e faticosamente, i Depretis riuscirono in alcuni lustri a rendere più consistenti e redditizi i loro beni nell'Oltrepò pavese.
2. L'AMMINISTRAZIONE BEI BENI GAZZANIGA ARNABOLDI.
L'attività che maggiormente occupò Agostino Depretis prima del 1848, a parte la carica di sindaco di Mezzana Buttarono nella quale era succeduto al padre nel 1836, fu quella di agente generale (o amministra­tore) dei Gazzaniga. Era questa una famiglia lombarda con vaste pro­prietà nell'Oltrepò pavese, cioè in una zona, come si è detto, politicamente