Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <245>
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U Ministero Capponi e il tramonto del UberaUsmo toscano nel '48 245
civica! Le narrerò un fatto accaduto ier sera. Il dottor Squarci pas­sava presso la chiesa di Santa Giulia - vide un cartello manoscritto dove si infornava tutta la famiglia Cipriani con calunnie ed invettive e accuse sanguinose di fatti privati e pubblici." Lo Squarci amicò nostro e dei Cipriani non potè reggere a un impeto di sdegno gene­roso:- stracciò dal muro il cartello gridando - fine agli odi fraterni, pensiamo all'indipendenza. La canaglia lo prese a sassate, a fischi e sarebbe accaduto peggio se la guardia municipale non lo portava alla sua caserma. Di colà egli scrisse al Governatore : n' ebbe in, risposta : allontanatevi finché io li persuada che non aveste cattive intenzioni lacerando quel foglio. Ma dunque i fogli scellerati non verranno soppressi, dunque 1* onor nostro non avrà un vindice nel Montanelli ? Che dunque venne a fare in Livorno, se non cangia stile? '. Più efficace forse della Palli, con quel suo fare duro e sin­cero, che usava quando si sfogava cogli amici, Massimo D'Azeglio, ch'era in quei giorni in rJ?o.acana e illuminava il Balbo sulla situazione, parlando del Montanelli scrivevagli cosi il 14 ottobre 1848 : Avrai veduto il discorso di Montanelli. L'avevo sempre creduto una testa di e.... in fatto di idee politiche, ma ha oltrepassato tutte le mie previsioni. E pensare, che questi però sono i migliori che abbiamo. Dopo che esistono governi, credo, che non s' è mai veduto un fatto simile a quello che accade ora tra Roma e Firenze. Paion due amma­lati che vogliano fare a pugni e tutti e due cascono di debolezza a. Non possedendo la vivacità del D'Azeglio, il quale nascondeva il dolore sotto un motto ed uno scherzo, Vieusseux ed il Centofanti, con angoscia non minore dello statista piemontese, assistevano, impo­tenti, allo sfasciarsi dell'ultimo baluardo del moderatismo liberale contro T invadenza democratica rivoluzionaria. Questi due uomini, che avevano lavorato silenziosamente e costantemente per lunghis­simi anni per rendere la patria libera e grande, vedevano minare la loro opera- senza potervi porre rimedio in alcun modo. E li addo­lorava ancor più il fatto, che coloro, i quali contribuivano a si grandi sventure, erano quelli che, fino al giorno innanzi, avevano dedicato il loro spirito ed il loro cuore allo stesso nobile fine. Il 6 ottobre 1848, quando il Montanelli andava alla sede destinatagli, il Centofanti scriveva al Vieusseux: Vorrei, che il Montanelli potesse essere l'uomo fortunato, che ricomponesse Livorno neh" ordine. Ma credo
1 Archivio Bicasoh' - mM Archivio Balbo - (Jorvispondtiim- 'tante 0. Balbo - Lettera A.