Rassegna storica del Risorgimento
DEPRETIS AGOSTINO
anno
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1965
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pagina
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184
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184 Giuseppe Talamo
Domenico e Maria alla stesura di un atto pubblico: le due parti dichiara" rono di accettare la scrittura privata come la vera regolatrice del loro contratto , cioè Maria Gazzaniga si dichiarava pienamente soddisfatta di quanto aveva avuto dell'eredità paterna, vale a dire di tutti i beni Gazzaniga situati nei territori di Mezzana Bottarone, Mezzana Corti, Bastida e per picciola estensione (pert. 5. 23) nella Comune di Argine, provincia di Voghera e Lomelliua. Il centro di tali beni era costituito dal tenimento della Cascina Bella. *)
Pochi anni dopo, il 9 giugno 1842, mori anche Domenico Gazzaniga, che lasciò erede universale il nipote Carlo Arnaboldi, figlio di Cristoforo e Maria Gazzaniga. Impongo però l'obbligo ed onere (diceva il testamento del 15 maggio 1842) di dovere associare al suo cognome anche quello mio di Gazzaniga, e così pure voglio e impongo ohe il medesimo (erede) debba tenere, e costantemente, stabile domicilio in questa città con casa aperta, e vi debba rimanere in detta città di Pavia almeno due terzi di ogni anno vita sua naturale durante, con dichiarazione che Faddove (sic) contravvenisse a una o a entrambe delle dette condizioni il medesimo sarà privato della mia eredità e sostanza, e passerà questa alli Luoghi Pii di questa città in piena proprietà e possesso dei medesimi, verificata che sia la detta eventuale contravvenzione .2)
Carlo Arnaboldi diveniva così proprietario di una massa imponente di beni il cui valore, per la parte compresa nel regno sardo, ammontava a circa 4 milioni di lire nuove di Piemonte,3) ma poiché era ancora minorenne (era nato il 20 maggio 1826) l'amministrazione fu assunta dalla madre.
!) C. D.t e. II, b. 3, f. 3.
2) Il testamento di Domenico Gazzaniga prevedeva anche un legato di lire milanesi 300.000 per il nipote Stefano Arnaboldi. La moglie Teresa Bellisomi, a condizione che avesse continuato a portare il suo cognome e avesse tenuto il suo stabile domicilio in Pavia con casa aperta per almeno due terzi dell'anno, diveniva per dodici anni usufruttuaria generale di tutti i beni. Trascorsi i dodici anni l'erede avrebbe dovuto corrisponderle la somma di lire 40.000 nuove di Piemonte ogni anno (C. D., s. II, 1>. I, f. 1, n. 22).
*) <t .Riassunto del valor capitale degli stabili di compendio dell'eredità lasciata dal fa Conte Domenico Gazzaniga, ed esistenti negli Stari di S. M. Sarda, della maggior parte de* quali stabili ne fu calcolato l'approssimativo loro valore come da apposito minuto:
Ramiro Valor* in lira nuova
minuto lndicuthtnt dagli alatili- di l'i* monto
l - Beni nel Comune di Stxadella colTaggrcgato Territorio di
Torre de' Sacchetti, e fondo in Montescano , i? . im * 835.006,40
H Id. nei Comuni di Campo Spinoso, Basclica con Alhoredo e Mezzanino, San Cipriano, Buflulora, con tutti i boschi e lo alluvioni esistenti in tali Comuni ?,.... j. .... 1.482.108,60
IH Id. nel Comune di Broni coll'unito territorio di Pitocco . . 467.046,40
IV Id. nel Comune di Cicoguolu col Bosco nel Comune di Castana 843.851,40
V - Id. nel Comune di Veniva con tutti i bosohi in detto Comuno 127.201,20