Rassegna storica del Risorgimento
CIRCOLO ITALIANO DI GENOVA; REPUBBLICA VENETA 1848-1849
anno
<
1965
>
pagina
<
197
>
Il Circolo italiano di Genova per Venezia 197
Italiano, che era stato chiuso nell'agosto, fu riaperto con Filippo De Boni (tornato dall'esilio il 1 settembre) presidente, Ottavio Lazotti vicepresidente, Di-daco Pellegrini segretario. Il problema di Venezia tornava all'ordine del giorno ed impegnava a fondo il Circolo; il 7 settembre, nel corso della terza adunanza, il Bixio e il Cernuschi avevano preso la parola per illustrare la situazione di quella città, e per proporre ai soci la ricerca dei mezzi per aiutarla.l'Il 10 settembre il Circolo, che già aveva insistito presso le autorità del Municipio, affinchè Genova fosse intervenuta ad aiutare Venezia, votava il soccorso di un milione
Emanuele Cclesia ha lasciato scritto ad diem nel suo Diario: Grande tornata al Circolo Italiano: E letta la protesta di Ceiosia tra un subisso di applausi ed approvata. Entra la Deputazione Veneta chiedente soccorsi per quella generosa Città e il Circolo propone soccorrerla. Luigi LomeUini dona un suo carissimo cavallo,2) sua sola ricchezza; altri, presenti fanno altri doni, una donna manda i suoi pendenti, altri un bacino d'argento etc. Il circolo vota un milione, e ne incarica la Commissione .3) li 12 settembre riferisce ancora il Celesia il milione è promesso dal Corpo Decurionale. 4> H problema del soccorso a Venezia trova una sua costante articolazione: esso è presente in quasi tutte le riunioni del Circolo Italiano. Nella riunione del 12 settembre David Morchio informa l'assemblea intorno alla cooperazione promessa dal comune genovese per tali soccorsi.5)
1) Tersa Radunanza del Circolò Italiano, Genova, 7 settembre 1848, Foglio volante, Tipografia Ferrando, firmato: Un socio del Circolo H sig. Bixio già ardito volontario nella guerra della nostra Indipendenza, levavasi per dipingere la situazione di Venezia, ove solo incontaminata ancora risplcnde la nazionale bandiera; avvertiva che Venezia, abbandonata dalla fiotta sarda mancava di denaro e di armi, e talché in ogni compagnia della guardia civica non vi sono più di otto uomini armati. Venezia comperava 16,000 focili; 10,000 di questi fucili ora sono a Genova, ed appartengono a Venezia. Quindi il Bixio tra vivi plausi proponeva si cercasse un modo per ottenere questi fucili a Venezia.
E radunanza commossa si alzava chiedendo che tutta unita e colla Commissione in testa movesse in modo rispettoso ma energico a presentarsi al nostro Pareto onde fosse proceduto alla immediata consegna dei fucili. Ma sul riflesso suggerito da un socio della facilità di confondere il generoso movimento con un progetto di eccitamento al disordine, l'assemblea aderì a che la Commissione agisse per lo intento di tutti.
Un tale entusiasmo non poteva però essere sterile. Il sig. Cernuschi propose di fare una colletta per Venezia, su del che il nostro Pellegrini disse parole sì animatrici che venne immediatamente approvato di farla in modo degno di Genova; cioè in generale, per le botteghe, per le piazze, per le caso dei buoni cittadini. Quindi era sciolta l'adunanza; ma non pochi impazienti di remore vollero fare sobito le loro offerte che produssero in pochi istanti la somma di L. n. 237 rimessa a mani del Cambiaso membro della Commissione. (Archivio Buffa, Ovada),
2) Tale gesto è ricordato anche nell'opuscolo di Lerci GBJXXO, La Polizia del Circolo Italiano in Genova ed i sedicenti Repubblicani odierni, Genova, III ediz., con aggiunte, 24 ottobre 1848, p. 28.
s) E. CELESTA, op. dt., p. 53.
4) Ibidem.
5) Genova 14 settembre 1848; Circolo Italiano; Seduta del 12 settembre: Presidente De Boni (Firmato: Un socio del Circolo), Tip. Ferrando (Foglio volante). Il presidente preludia al rapporto della commissione incaricata del soccorso a Venezia; David Morchio relatore espone le istanze fatto in proposito al municipio, e lo parole avutene di enee-