Rassegna storica del Risorgimento

CIRCOLO ITALIANO DI GENOVA; REPUBBLICA VENETA 1848-1849
anno <1965>   pagina <200>
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Emilio Costa
tembre, e in quella del 6 ottobre il tema del soccorso è vivo e sempre più articolato. x)
Il 12 ottobre il governo sardo con regio decreto aveva autorizzato la città di Genova ad estendere il prestito civico fino a sedici milioni di lire, di cui uno destinato al mutuo in favore del Governo Provvisorio di Venezia .2) Il Munici­pio di Genova, però ne fu informato in forma ufficiale dal governatore soltanto il 27 ottobre; ai giornali che avevano dato assicurazione di tale autorizzazione alcuni giorni prima, rispose con una nota e con un linguaggio ufficiale Gof­fredo Mameli:9) I giornali assicurano che il nostro municipio ricevette dal mini­stero l'autorizzazione pel prestito del milione a Yenezia, e troppo importa ciò che riguarda quest'ultima rocca dell'indipendenza italiana perchè i cittadini non desidirino con ansia sapere come e quando il municipio userà della libertà che gli è concessa questa volta parliamo un linguaggio ufficiale per adem­piere tal sacro dovere nazionale. Noi speriamo che se ne saprà presto qualche cosa perchè il municipio comprenderà che dev'essere d'una molto grave rispon-s abilità un rifiuto che offende sino il pudore del nostro governo, e gli fa cammei
voi dall'armistizio Salasco; vendicato la rotta fede; pulite di nuovo i cannoni, spiegate le vele, che la coscienza del diritto, l'onor nazionale, e la giustizia di Dio v'accompagnano. Venezia tradita or vi stende le mani, il popolo intiero d'Italia in voi solamente s'affida, e Genova che vi nomina con orgoglio di madre, ora con ogni affetto di madre vi supplica; abbiate misericordia di lei, dell'onor vostro, della patriaI Que* vascelli che al vostro co­spetto si rintanavano paurosi ne loro porti, cingono adesso Venezia e v'insultano; l'Au­stria non serba fede che ai giuramenti custoditi dal cannone; non ha religione che quella dell'intrigo, della menzogna, e del sangue! E volgendo le prore verso Venezia che un vasto congiuramento vuole uccidere per fame, Voi, duci, soldati, marinai, tutti quanti dite al governo che vi spediva: Siam qui venuti a conquisto d'onore, non d'infamia, a liberare l'Italia, non a consegnarla legata .
1J Genova, 30 settembre 1848; Circolo Italiano; Seduta del 26 settembre; Presidente De Boni, sul verso: Seduta del 27 settembre (Foglio volante): Il Presidente legge l'indirizzo alla flotta sarda, acciò non abbandoni Venezia. I vivissimi plausi dell'assemblea lodano il redat­tore e significano l'ardente speranza dei Genovesi ebe i Liguri marinai non imiteranno gli sgherri del Bombardatore... Il nostro Mainerò, uno dei preti eletti a curare le settimanali oblazioni per Venezia, duolsi del numero ristretto dei deputati, dei rifiuti avuti da taluni, fra cui dal Parroco di S. Carlo, che non vergognò di ricusare a Venezia cent. 20 per setti­mana. Vengono dal Circolo applauditi ed aggiunti ai già eletti i Rev. Piccalnga, Cichcro, Mongiardini, Badano, Olivieri, Batti lana e fra Diego. È pure a tal uopo nominato il parroco di S. Stefano .
Genova, 4 ottobre 1848; Circolo Italiano; Seduta del 30 settembre; Presidente: De Boni, Tip. Collo (Foglio volante): TI vice Presidente Lazotti intertiene i congregati con un suo plauditissimo articolo da pubblicarsi circa il milione destinato a Venezia . Inte­ressante è un particolare contenuto nella seduta del 6 ottobre: Genova, 11 ottobre 1848; Circolo Galiano; Seduta del 6 ottobre; Presidente De Boni: U Presidente accenna quindi ad una lettera che vorrebbe espulso dal Circolo un individuo che ricusava il suo obolo a Venezia, all'emigrazione lombarda, ma fa notare come delibasi colla persuasione e col-l'amore, anzi che colle violenze materiali commovere gli animi alla carità cittadina . (Archivio Buffa Ovada).
2) G. SIAMELI, op. CÌU, VOI. II, p. 232,
9) Ne il Diario del Popolo (anno I, n. 64), Genova, 18 ottobre 1848, senza titolo e senza firma; raccolto dal CODIGWOLA col titolo Per la Gran Mendica , in 6. MAMELI, op. fc, voi. II, pp. 232-234.